Eufrasia alpina la pianta della letizia


E’ bianca,

a volte anche rosea,

ha un segno nero al centro del fiore,

come fosse una pupilla,

è piccola e delicata,

nei prati silicei l’ho trovata,

la vista infiammata mi ha curata:

è l’ Eufrasia!

eufrasiaNei prati montani degli Spiazzi di Gromo (bg), ma anche in luoghi erbosi più a valle, mi sono imbattuta più volte con questa pianta che deve il suo nome alla derivazione greca Eyprasia, poi latinizzato in Euphrasia con il significato di gioia, letizia o di buon animo.

Fino a pochi anni fa non era raro incontrare bambine con il nome di Eufrosia o Eufrosina, nome che richiama il nome di questo piccolo vegetale spontaneo.

E’ una pianta annuale erbacea emiparassita: ossia vive sulle radici di altre piante per prelevare acqua e sali minerali. Può crescere fino a 20 centimetri, con un fusto semplice o ramificato fin dal basso, normalmente pubescente, ma talvolta anche completamente glabra.

La forma dei suoi fiori richiama la segnatura dell’occhio, organo di senso della vista, con una piccola macchia nera che indica la forma della pupilla.

In fitoterapia viene utilizzata sopratutto come portentoso rimedio contro ogni male che affligge gli occhi. Oltre alla cura degli occhi, l’eufrasia è utile, per via interna, nel raffreddore, nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie, nell’anoressia e nelle infiammazioni delle vie digestive.

Nei fiori vi sono sostanze che tonificano tutte le strutture dell’occhio: congiuntiva, cornea, muscoli ciliari, legamenti sospensori, retina..)

Occhio - anatomia

Per preparare un impacco per orzaiolo e per lavaggi oculari mettere 5 cucchiai di eufrasia in 0,250 lt di acqua bollente. Lasciare in infusione per 10 minuti; avvolgere la poltiglia in una garza sterile e applicarla calda sull’orzaiolo.

Inoltre, è possibile fare un infuso per uso esterno utilizzando 1 cucchiaio raso di fiori di eufrasia per una tazza d’acqua. 
Impacchi per gli occhiversare l’eufrasia nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 15 min, poi filtrare. Una volta filtrato, versatelo in un bicchiere, dove immergerete dei pezzetti di garza sterile; quindi poggiateli sugli occhi. Sarebbe meglio far penetrare qualche goccia negli occhi: questo preparato farà le veci di un collirio decongestionante, disinfettante, e analgesico.

Lozione: con lo stesso infuso si possono fare colluttori per gargarismi, per alleviare le infiammazioni di gola e bocca; e lozioni per curare irritazioni dell’epidermide.

In vendita esistono anche colliri monodose a base di eufrasia, utili quando non si ha la possibilità di raccogliere la pianta fresca spontanea.eufrasia 2

Autrice: Ivana Baffi Naturopata

per Giornalino degli Spiazzi

luglio 2016 #Gromo

Urtica ahi ahi che punger che fai


 

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Urtica dioica – tratta da Acta plantarum

La primavera è il periodo riconosciuto come il migliore per la depurazione degli organi e il rinnovo energetico del corpo umano: l’Ortica dioica è la pianta che ho scelto per questo equinozio.

Di lei si racconta che protegge  dai fulmini se buttata sul fuoco durante un temporale; oppure si usa dire che una persona punge come l’Ortica. Esiste anche l’ortica di mare che sono le meduse degli Scifozoi.

L’Ortica deve il suo nome a seguito dell’etimologia latina urtica che richiama la pruriginosità in analogia con l’affezione cutanea orticaria che è simile ai ponfi che si manifestano quando il nostro corpo entra in contatto con questa erba potente.

Quante volte cadendo durante una corsa da bimbi abbiamo sentito bruciore e prurito proprio lì dove l’Ortica ha toccato il nostro corpo?

Ma l’Ortica è una erba spontanea e perenne che ci fa molto bene, le sue foglie sono ricche di calcio, ferro, zolfo, acido formico, silicio, potassio, sodio, beta-carotene, vitamine A, B2, C e K.

E’ in relazione con il sangue, in quanto, oltre ad essere un ottimo depuratore è un vasocostrittore ed un emostatico.

Viene chiamata la pianta degli equinozi. Anche Dante Alighieri nel Purgatorio cita l’ortica (XXXI, 85-87) come l’aculeo del pentimento.

E’ indicata per espellere le scorie residue dei reni, come urati, ossalati, colesterina, sostanze che possono dar luogo a gotta, reumatismi e artriti.

E’ un alimento utilizzato nella cucina povera per insaporire frittate e minestroni, oppure per condire uno squisito risotto. La si può mangiare anche da sola, lessata e condita con olio, sale e limone.

La primavera è la stagione dove è possibile utilizzare i giovani getti per purificare i reni e rimineralizzare il nostro corpo, ma bisogna sempre farla lessare per neutralizzare l’acido urticante presente in ogni parte della pianta dell’Urtica dioica.

E allora andiam per prati incolti a cercare i nuovi getti da utilizzare in cucina o aggiungere qualche foglia nelle tisane.

Per la tisana contro i reumatismi unire foglie di ortica e di betulla con fiori di tiglio e sambuco. Unire 3 cucchiaini da caffè in una tazza capiente e assumere 3 volte al giorno.

Le giovani foglie di ortica, ancora non pungenti, si usano cotte a vapore, in modo analogo agli spinaci. Con il tarassaco, il crescione e altre erbe primaverili l’ortica ci aiuta a riattivare il metabolismo, anche grazie al grande contenuto di clorofilla.

Un trattamento poco conosciuto e usato nei reumatismi sono le toccature con ortica fresca. A prima vista sembra un metodo eroico, invece è ben tollerato e apprezzato per i suoi effetti benefici. Il veleno urticante contenuto nei peli pungenti entra nella pelle e produce una sensazione di calore gradevole che dura per ore. Questo metodo è validissimo per la lombaggine e la sciatalgia. Le toccature di ortica fresca si devono effettuare una volta al giorno per due o tre giorni di seguito. Poi si deve fare una pausa di due o tre giorni, perché l’organismo è leggermente sensibilizzato. Dal momento della fioritura in poi, più o meno dalla metà di maggio, l’ortica diviene molto pungente. Dopo l’applicazione non si può mettere acqua fredda sulla pelle per tutto il resto della giornata, la sensazione di calore permanente altrimenti si trasformerebbe in bruciore. Si tratta, dunque, di un particolare metodo di terapia stimolante.

Nella moderna fitoterapia viene utilizzato un preparato di ortica estratto dalle radici per la cura dei capelli.

Le controindicazioni: per il potenziale effetto che richiama il sangue nell’area pelvica e uterina non va utilizzata in gravidanza. L’ingestione di forti dosi può provocare irritazione gastrica, una sensazione di bruciore generalizzato sulla pelle e dermatite.

Botanica Urtica dioica Link

Editoriale a cura di Ivana Baffi per Giornalino degli Spiazzi di Gromo (bg)

La Malva, lo scarabeo vegetale


L’anno 2016 mi ha donato una nuova collaborazione. Nella rete, con infinite possibilità, scopro l’Associazione Il Mondo delle Intolleranze ed entro in contatto con la presidentessa, Tiziana Colombo, “Nonnapaperina”.

L’intesa sul da farsi è emersa subito e come primo articolo ho deciso di iniziare dalla Malva, lo scarabeo vegetale. E’ stato pubblicato sul sito del Mondo delle Intolleranze da alcuni giorni.

Lo scarabeo è da sempre considerato l’animale sacro che sa trasformare ciò che non serve più in una nuova realtà luminosa.

La Malva sylvestris ha lo stesso compito, tramite i suoi meravigliosi fiori viola e il suo effetto emolliente.

Cresce spontaneamente quasi esclusivamente in terreni incolti e abbandonati.

Cresce spontaneamente quasi esclusivamente in terreni incolti e abbandonati.

Malva sylvestris
Malva sylvestris

Con la Malva sylvestris possiamo preparare una tisana o un decotto; entrambi hanno un effetto antinfiammatorio e riattivante delle mucose.

La mucosa – detta anche membrana mucosa o tonaca mucosa – è una struttura stratificata che ricopre la superficie interna delle cavità e dei canali dell’organismo comunicanti con l’esterno.

Tra i numerosi organi cavi che comunicano con l’ambiente esterno ricordo quelli dell’apparato digerente, urogenitale, uditivo e respiratorio.

La funzione delle mucose è quella di rivestire e proteggere le superfici sottostanti, svolgendo attività secretive oppure di assorbimento.

La natura delle cellule che costituiscono le mucose ne riflette la specializzazione, che ha sempre e comunque a che fare con l’interazione tra l’ambiente esterno e quello interno: scambio di gas, escrezione, assorbimento, digestione, secrezione.

Potete preparare una Tisana o un Decotto

per una tisana:

  • un litro di acqua
  • 25 g di fiori di  Malva (Malva sylvestris)
  • 20 g di fogie di Tiglio (Tilia europaea)
  • 15 g di frutti di Finocchio (Foeniculum vulgare)

Lasciare in infusione per almeno 10 minuti in acqua bollente e bere una tazza 2 o 3 volte al giorno.

Questa tisana ha un’azione emolliente e antispastica (per sindrome del colon irritabile) e non ha controindicazioni. E’ ottima anche per le donne in gravidanza e per i bambini.

per un decotto

Nel decotto si usa tutta la pianta, oppure sia i fiori che le foglie.

Per la preparazione è necessario versare un cucchiaio di pianta in un litro d’acqua bollente e lasciare sul fuoco medio per almeno 20 minuti. Solo così verrà rilasciata la mucillagine inserita nella Malva.

Il mio consiglio, nel caso del decotto, è di utilizzare la pianta singola e, una volta raffreddato, usare per sciacqui e gargarismi per infiammazioni alla gola oppure per lavaggi vaginali. Le nostre nonne lo bevevano per avere un’azione antinfiammatoria più veloce ed efficace, con un cucchiaino di miele di Tiglio.

Nel caso di infiammazioni cutanee immergere la parte direttamente nel decotto freddo.

Ma non finisce qui: andate a conoscere questa splendida associazione, il suo modo di trasmettere il messaggio sulle intolleranze al nichel, al lattosio, al glutine e gli eventi che vengono organizzati con gli chef

Il Mondo delle Intolleranze

logo-associazione-mondo-delle-intolleranze

Nuovo editoriale per Giornalino News – Spiazzi di Gromo – Erica


Oggi è uscito il nuovo numero di Giornalino News, con il quale collaboro. Questo mese ho pensato ad una piantina tanto resistente al freddo con delle peculiarità assolutamente uniche.

#ERICA – #Calluna vulgaris – Brugo o bruch

In questo strano inverno riscopro una piantina che agli Spiazzi di Gromo chiamano ol bruc.
Il suo nome deriva dal greco “kalluno” che significa “scopare” grazie all’utilizzo dei suoi rami che venivano usati per costruire scope da giardino, da non confondere con la saggina che deriva dal Sorgo, della famiglia delle Graminacee.
Per meglio comprendere questa pianta dobbiamo immaginare di incontrare una persona che parla, parla, parla per attirare l’attenzione ma non sa ascoltare. Continua a leggere Nuovo editoriale per Giornalino News – Spiazzi di Gromo – Erica

Lasciare andare chi ami. E’ amare davvero?


Vi propongo questo tema per poter riflettere in questo inizio d’anno dove tutti più o meno dicono che tutto ricomincia, ma bisogna lasciare andare chi o cosa non è più nel nostro percorso.

Ne siamo capaci?

lasciare andareQuando in un rapporto si rompe qualcosa, si pensa subito a riparare quella spaccatura. Questo è quello che ti hanno sempre detto, non è vero?  Ma, cosa succede se riparare non è la soluzione giusta? E se fosse meglio lasciare andare quella persona, specialmente se non vuole più far parte della tua vita, magari per andare incontro ad un rapporto migliore e più gratificante?

Lasciare andare le persone a cui vogliamo bene può essere molto difficile, cerchiamo così disperatamente di aggrapparci alle cose anche quando non fanno più parte della nostra vita. Perdere le persone a cui vogliamo bene è una parte naturale del nostro percorso, ma il più delle volte non pensiamo a noi e ci concentriamo su di loro, facciamo di tutto per rinsaldare un rapporto, anche quando in risposta, riceviamo solo rifiuto.

Sei consapevole che comportandoti in questo modo, non stai riconoscendo il tuo valore?

Ogni amicizia, ogni rapporto rappresentano una crescita. Invece di tenere il lutto per le persone che non sono più presenti nella tua vita, celebra quelle che ti stanno vicino, che credono in te e che hanno imparato a mettere da parte il loro orgoglio. E tu fai altrettanto con loro.

La perdita può essere uno dei sentimenti più dolorosi da sopportare ma nel corso del tempo, il dolore diminuisce e gli occhi si aprono al fatto che non abbiamo effettivamente più bisogno di quella persona.

Potrebbe non sembrare al momento, ma anche se credi di aver perso qualcosa di buono nella tua vita, sarà molto facile che presto ti attirerai un rapporto ancora migliore del precedente. Noi, come individui, abbiamo la capacità mentale di giudicare chi ha un impatto positivo sulla nostra vita, il che significa che qualcuno può essere definito solo come una perdita se lo consapevolizziamo. Indipendentemente dalle circostanze, tutto accade per una ragione. Anche se potrebbe non sembrare al momento, c’è una spiegazione sul motivo per cui quella persona non è più nella nostra vita.

Potrebbe portare tristezza, dolore e rimpianto, ma ogni perdita ci porta ad un viaggio che ci rende più forti. Raccogliere i pezzi, piantando un sorriso sui nostri volti e trovare conforto nel fatto che le cose andranno meglio è il primo passo verso l’apprendimento per essere veramente felici da soli. Quindi, a cosa ci serve sprecare tempo ed energie per persone che non vogliono più fare parte della nostra vita?

Se qualcuno arricchisce le tue esperienze e plasma le tue memorie, è degno del tuo tempo. E se questo non succede? Così sia. Devi smettere di cercare di forzare le cose perché hai paura di rimanere solo. Devi smettere di aggrapparti alle vane speranze solo perché non hai ricordo di te stesso senza quella persona e infine, devi smettere di preoccuparti e continuare a pensare che le cose alla fine andranno a posto. Se le cose non vanno bene, non è la fine.

Tu sei tu, indipendentemente da chi ti sta vicino.

Se qualcuno non ci tratta come ci meritiamo, non dovremmo accettare il suo comportamento solo perché è quello che pensiamo di meritarci. Noi non dobbiamo mai accontentarci.

Alcune persone hanno la malsana abitudine di fare del male a chi gli sta accanto, ma possiamo scegliere di non cadere vittima di questo, e noi altrettanto, dobbiamo essere coerenti con le parole che diciamo, sempre.

I nostri corpi assorbono le vibrazioni, e se qualcosa di profondo dentro di noi ci dice che qualcosa non va su una situazione o su una persona, dobbiamo fidarci. Agendo sull’istinto e sull’intuizione invece che sulle emozioni di persuasione. Questo è il modo migliore per decidere chi può rimanere e chi deve andare.

Mentre è difficile accettare che non tutti coloro che entrano nella tristezzanostra vita sono destinati a rimanerci, noi come esseri umani siamo predisposti per interagire sempre con nuove persone, per esplorare, scoprire, per crescere, e tutto questo non può essere frenato da persone che non hanno la nostra stessa capacità. Così, quando sentiamo che stiamo cadendo a pezzi, abbiamo bisogno di ricordare a noi stessi come quella persona ci ha fatto sentire. Non quando eravamo ingenuamente contenuti, ma quando eravamo dolorosamente tristi e amaramente confusi.

La vita è troppo breve per essere vissuta con tristezza, rabbia, rammarico, sensi di colpa e tutte quelle credenze  e convinzioni limitanti che ci portiamo dietro. Abbiamo bisogno di imparare a circondarci di persone che ci fanno crescere, che ci fanno stare bene, che ci amano per quelli che siamo, senza il bisogno di indossare inutili maschere. Ma se questo non avviene, sarebbe meglio lasciarli andare.

Non devi sentirti in colpa quando allontani una persona “tossica”dalla tua vita. Nessuno ha il diritto di infettarci con negatività e dubbi. Verrà un punto nella vita in cui ti stancherai di dover provare a te stesso di essere in grado di sistemare sempre le cose.

Questo non è rinunciare; è rendersi conto che ci meritiamo di più.

La natura, un libro aperto. Bisogna saper leggere il suo messaggio.Libro: Le forme dell’Addio di Umberta Telfener disponibile anche come Ebook o in libreria

http://it.anahera.news/

III° Congresso Fisica e Medicina Quantistica – Video


La curiosità e le possibilità di apprendere non finiscono mai e in questa direzione lo scorso 24 e 25 ottobre ho partecipato al terzo Congresso di Fisica e Medicina Quantistica – città di Piacenza, organizzato dallo Spazio Tesla. Voglio condividere con tutti voi che leggete le relazioni degli studiosi presenti in questi due giorni.

La medicina quantistica è un settore della bioenergetica che interagisce con la dimensione anatomo-energetica del nostro corpo: si rivolge a tutti, in quanto ciascuno di noi, nell’infinitamente piccolo, è formato da quanti, atomi, cellule, tessuti, organi e apparati. Considerando l’uomo come un circuito elettrofisico, tutte le patologie sono dovute ad alterazioni di percezione del reale, che nell’arco di mesi o anni e nel caso dei bambini già alla nascita, conducono a un’alterazione delle frequenze elettriche ed elettromagnetiche della nostra unità e, di conseguenza, al malfunzionamento del DNA che prima di essere la composizione di adenina, guanina, citosina e uracile, è un’elica di frequenza cristallina. A seconda del tipo di squilibrio personale, l’alterazione di frequenze crea la malattia di un organo anziché di un altro.

Il programma era molto ambizioso:

Locandina Quantistica Spazio Tesla 2015 definitiva-page-001

La platea era gremita e il tema del Dialogo tra le Cellule ha attirato molte persone da ogni parte d’Italia e con diverse specializzazioni mediche e terapeutiche.

I relatori hanno avuto una grandissima capacità comunicativa, alcuni li avevo sentiti in alcune altre occasioni, ma in questo caso la Ricerca è stata la grande protagonista. 

Per chi non ha potuto partecipare di persona o in streaming è possibile vedere i video tramite questo LINK

Rinnovo i ringraziamenti allo Spazio Telsa che ha organizzato questo evento e a tutte le  persone che hanno collaborato.

Una Befana spazzina delle tossine natalizie


Ogni anno, dopo la Befana, arriva il momento di tirare le somme e iniziare a vivere la tanto sospirata pulizia dalle tossine alimentari ingerite nelle feste natalizie. Prendersi tempo per le pulizie serve ad abbassare l’acidosi del sangue e a ritrovar forze. Scegliete nella tabella sottostante ciò che ha pH dal 7 in su.

carta-ph-acido-basico-1

Prima regola non sentirsi in colpa, il cibo è prima di tutto piacere e quindi ricordiamoci che la trasgressione è una possibilità saltuaria da agire nelle regole del benessere. Ho detto saltuaria, non abitudinaria, non cercate di fare i furbetti!

Il metodo più semplice per evitare accumuli di tossine è utilizzare una tisana con piante che lavorino sul potenziamento della funzionalità biliare. Berne una tazza ogni sera per almeno 10 giorni permette al nostro corpo di riacquistare forza eliminando ciò che non serve. Vediamo come farla preparare dall’erborista di fiducia:

TISANA – COMPOSIZIONE E PREPARAZIONEtisana

  • Tarassaco – radice – 25 g
  • Rabarbaro – rizoma – 35 g
  • Lavanda – fiori – 20 g
  • Malva – fiori – 20 g
  • Curcuma – radice – 10 g
  • Liquirizia – radice – 20 g (è ben tollerata da tutti, anche dagli ipertesi ai quali può creare problemi solo se queste persone ne assumono almeno 80 g al giorno)

Lasciare la composizione sopra descritta in infusione in 1 litro d’acqua per almeno 10 minuti. Berne 1 o 2 tazze la sera prima di coricarsi. Le piante scelte sono digestive, purificanti e normalizzanti delle funzioni gastroenteriche.


mieleALIMENTAZIONE
: per almeno una settimana limitare al minimo gli zuccheri, preferendo il miele, ed inserire cereali integrali e molte verdure di stagione. Ottimo sistema è l’utilizzo di riso cucinato con le verdure, buone e gustose sono le torte salate con verdure e formaggi magri o zuppe di legumi, come per esempio le lenticchie. Bisogna cambiare registro, il corpo reagirà molto velocemente.

passeggiataMOVIMENTO: il nostro corpo riprenderà vigore e saremo pronti a nuove passeggiate che completano il cerchio dell’eliminazione delle tossine. I ricercatori parlano di almeno mezz’ora al giorno, vi consiglio di camminare fino a che non sentite che l’energia sta tornando, anche per un’ora. Fatelo per 3 volte la settimana e quando ritornerete a casa non sentirete stanchezza, ma molta freschezza mentale e energia. Imparate ad ascoltarvi, ognuno è speciale e unico, vi sentirete come un ruscello, rinfrescante e  con il suo canto infinito.

Non dimenticate l’utilizzo dell’acqua e limone, con  il una scorzetta di zenzero e la frutta lontana dai pasti. Leggi le proprietà del Limone

Dobbiamo prepararci al Carnevale con Metabolismo in ordine per fare qualche nuovo scherzetto alimentare!

ruscello forestale

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