La Spagyria: alcuni cenni. (1)


SpagyriaLa Spagyria è l’antica Arte di estrarre naturali virtù curative dal mondo vegetale

Appartiene all’antica tradizione occidentale e, trovando le sue radici nella cultura della Valle del Nilo, è giunta, fedele nei suoi principi, fino ai giorni nostri.
I vegetali, avendo specifiche ed analogiche relazioni con gli organi e le funzioni del corpo umano, costituiscono un veicolo di cura squisitamente naturale, che ha tutte le credenziali per inserirsi nell’ambito di una moderna Medicina.

Le preparazioni spagiriche sono complesse preparazioni galeniche secondo le tradizioni del ramo alchimistico che tratta le piante.

Le preparazioni spagiriche giunsero al loro apice di raffinatezza nel XVII secolo con l’arte degli alchimisti.

Come spiegano Paracelso e molti altri, si tratta di estrarre con diversi metodi i principi attivi di tutta la pianta, raggiungendo così diverse frazioni che alla fine vanno di nuovo congiunte, concentrate, depurate e potenziate.

La Spagyria è il compendio pratico e, se vogliamo, anche la dimostrazione oggettiva e tangibile che esiste qualcosa di effettivamente superiore (energia veicolata per tramite delle piante) che è in grado in interagire con il mondo fisico e, di conseguenza, con il corpo e la salute dell’uomo.

Questa tecnica opera una trasformazione sul vegetale per ottenere un prodotto in grado di portare equilibrio nelle disarmonie dell’uomo.

I tre principi filosofali

  I tre principi filosofali

I tre Principi sono presenti in ogni forma che entra in manifestazione: rappresentano un’ulteriore sfumatura del Fenomeno Vita.

1.     Solfo filosofale – nelle piante il principio Solfo è cristallizzato negli oli essenziali; può essere assimilato all’Elemento Fuoco.

2.     Mercurio fisolofale – per quanto riguarda le piante il Principio Mercurio è riferito principalmente alla linfa, e quindi, per esteso a tutta la parte liquida, compreso l’alcol che si produce per degradazione della cellulosa; può essere assimilato agli Elementi Aria e Acqua.

3.     Sale fisolofale – è la parte più pesane e solida del vegetale, quindi il contenuto di minerali e sali che le radici, per osmosi, assorbono dal terreno e trattengono come sostanze di riserva. Ma possono essere catturati anche dalle foglie che, durante la fase della respirazione, lo “catturano” insieme all’anidride carbonica; può essere assimilato all’Elemento Terra.