Omeopatia – Spagyria – Allopatia, comprenderne la differenza


Il dr. Stefano Stefani Stefano Stefani e il dr. Marco Vittori Marco Vittori (che ringrazio con affetto e stima), hanno scritto questo articolo che condivido con voi per creare chiarezza e per aiutare a comprendere la differenza di queste tre modalità di cura.

Ho scelto di pubblicarne uno stralcio che può essere comprensibile a chiunque si avvicini al mondo della Spagyria.

Per ognuna delle tre modalità sotto descritte è buona regola rivolgersi a medici o terapeuti esperti. 

Cos’è la segnatura delle piante:

S. Trismonin, Splendor solis, Londra, XVI sec.
S. Trismonin, Splendor solis, Londra, XVI sec.

La segnatura vuole essere la classificazione degli archetipi secondo una certa ottica:

1                secondo l’appartenenza zodiacale (che ha a che fare con i meridiani energetici) e secondo l’appartenenza planetaria (che ha attinenza con il sistema endocrino)

2                secondo l’appartenenza elementare (legata alla tipologia umorale), Ippocrate, Galeno, ecc.

3                alcuni hanno invece visto nella segnatura la corrispondenza della forma della pianta (o di alcune sue parti) con la forma degli organi. Tale corrispondenza non è citata da alchimisti di spessore e non verrà pertanto presa in considerazione. A tutti gli effetti con questo sistema si può per esempio dire che l’iperico cura le ferite (foglie apparentemente bucherellate), le infiammazioni (il colore rosso) e gli ematomi con versamento di sangue, ma non comprenderemo perché ha un simile effetto sul sistema nervoso autonomo (erba scacciadiavoli), perché stimola la funzionalità del fegato (depurando anche il sangue), perché cura le affezioni bronchiali e le malattie respiratorie. La segnatura giove, mercurio, sagittario, acquario, ci spiega invece gli effetti sul sistema energetico mentre i costituenti chimici giustificano quello sul piano biochimico. Questa corrispondenza di forme non interessa l’analogia, che è una corrispondenza di forze tra forme differenti, ma la somiglianza formale che potrebbe anche occultare differenze di sostanza che sono essenziali in una terapia spagirica.

L’osservazione “tutte le stelle sono di differente natura” seguita dalla citazione della teoria dei simili: ” nel mondo degli elementi, accade che gli effetti radiali si aiutino a vicenda nei riguardi di una stessa materia e si ostacolino in un’altra” inducono a riflettere sulla relazione che può avere la medicina spagirica con le metodiche terapeutiche accademiche allopatiche ed omeopatiche.

1                Il concetto allopatico nasce dalla materializzazione dell’idea di poter scacciare alcuni demoni. È come se il sistema uomo, il cui concetto è ormai ridotto a “corpo”, fosse infestato da una “stoffa di malattia”, il cui aspetto è materiale e la cui rimozione o eliminazione corrisponde con la cura definitiva.

2                La concezione omeopatica riconosce al sistema uomo una certa capacità di ristabilire l’equilibrio (vedi in Hahnemann Organon “autocrazia”). La medicina omeopatica induce una malattia artificiale che viene riconosciuta dall'”energia vitale”. Se la medicina omeopatica induce una malattia artificiale sintomaticamente “simile”, l’Energia Vitale provvederà all’eliminazione delle condizioni che generano i sintomi naturali e, ovviamente, artificiali.

3                Nel pensiero alchemico osserviamo discordanze nette e analogie strette con il sistema omeopatico: anche il pensiero spagirico-alchemico riconosce all’individuo la capacità di ristabilire il proprio equilibrio. Anche la concezione della cura per simili è presente ma nella concezione omeopatica il farmaco simile (nella produzione di sintomi) cura il male simile (che produce gli stessi sintomi), nella concezione spagirico-alchemica invece l’archetipo simile aiuta quello simile in difficoltà di espressione o in carenza nel soggetto.

Osserviamo analogie e discordanze anche con il sistema allopatico: pur non riducendo il tutto all’ambito puramente materiale anche l’alchimista è convinto di poter scacciare alcuni demoni da un soggetto:

da Raimondo Lullo, Trattato della Quintessenza

Userai la medicina sopraddetta, e sanerai tutti gli indemoniati, apoplettici e malinconici: ma specialmente se vi aggiungerai l’erba ipericon, altrimenti chiamata caccia Demoni, ovvero erba perforata. Il suo profumo manda via i Demoni da ogni corpo e da ogni casa.” … “Ma poiché la terzana non propria è prodotta anche da flegma, aggiungerai turbito, siena e polipodio, sempre che trattasi di infermità naturale, e non mandata da Dio.

La spagiria discorda dall’allopatia in quanto le cause di malattia, di cui Hahnemann non si occupa, (vedi Organon, introduzione §6) non sono da ricercarsi nella materia ma in uno stato energetico di squilibrio sul quale si può intervenire “nutrendo” l’archetipo carente e non “dando addosso” a qualche manifestazione, come nel caso della allopatia.

Nel caso dell’omeopatia, e di alcuni rimedi alchemici, si rievoca artificialmente il Demone naturale da scacciare; si usa il simile della patologia attraverso l’analisi dei sintomi.

In spagiria è invece il simile dello stato fisiologico che riconduce all’equilibrio; si usa il simile dello stato fisiologico attraverso la ricerca della forma causale archetipale in carenza nel soggetto, sia per cause interne che esterne e momentanee.

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Farmaco-dinamica del Rimedio Spagirico

farmacodinamicaAnche i greci, di cui abbiamo testimonianze certe, a partire da Tolomeo utilizzavano l’astrologia per fare diagnosi. Un particolare tipo di astro-diagnosi che è appunto chiamata iatromatematica e che si basa sulla teoria umorale.

Il sistema Umorale (dei 4 umori) conduce direttamente alla medicina Ippocratico-Galenica, che oggi noi diciamo essere allopatica ma che non lo era affatto. La medicina greca si basava su due precisi e differenti metodiche di intervento. Una prima metodica che possiamo chiamare effettivamente allopatica, “dei contrari” e biochimica (c’è caldo, raffreddo, c’è freddo riscaldo se è secco uso l’umido se è umido uso il secco) impiegata quando si riteneva di dover scacciare dal sistema “gli invasori esterni”. Quindi per scacciare l’invasore esogeno si usava il contrario. Quando invece si fosse ritenuto che una persona avesse una debolezza costituzionale o comunque una carenza reattiva si usava un rimedio che sostenesse l’energia deficitaria.

Noi ci rivolgeremo ad una metodica prettamente spagirica-alchemica che non si basa assolutamente sulla metodica umorale (nonostante questa sia stata utilizzata da personaggi come ad esempio Raimondo Lullo) ci interessa quasi esclusivamente la questione del “simile” la cui tradizione è molto più remota di quella greca e che comunque, in quel filo rosso invisibile che ci conduce dai Greci e dagli Arabi fino ai giorni nostri, è sempre sopravvissuta.

Anche a questo livello le modalità di intervento si diversificheranno conseguentemente all’assunto filosofico in base al quale si opererà. Più esplicitamente occorrerà valutare se indurre una risposta utilizzando il “simile patologico”, il suo “contrario” o il “simile fisiologico”. In questo vi è la differenza di fondo tra la visione omeopatica, allopatica e spagirico-alchemica. Siamo quindi di fronte a tre precise e differenti metodiche terapeutiche e conseguentemente a tre forme di rimedio differenti, che hanno caratteristiche diverse e che proprio per questo si adattano ad una di queste metodiche e non all’altra.

Analizziamo quindi le caratteristiche di questi farmaci:

1)       Il farmaco allopatico:

A)  la prima caratteristica del farmaco allopatico è di possedere una azione bio-chimica molto più importante rispetto ad un complesso fitoterapico. Il fitoterapico si pone similmente come atteggiamento ma conserva sempre la propria molteplicità nella varietà dei principi attivi (Fitocomplesso). Invece il farmaco di sintesi contiene ed è determinato da un particolare principio attivo che viene somministrato in dose ponderale. Questa metodica è una classica metodica da contrari. Da questo punto di vista il rimedio fitoterapico è analogo al rimedio allopatico: la pianta che ha proprietà antibiotiche molto spiccate le ha proprio in senso allopatico. La valeriana per esempio ha un’azione allopatica ben precisa, che è ben definita e che non si discosta dalle indicazioni fitoterapeutiche tradizionali. Parlando di allopatia includiamo anche la fitoterapia e anche tutti quei rimedi che sono preparati in un modo tale da non avere altra azione che quella biochimica.

 2)       Il rimedio spagirico:

A)  all’azione descritta per il fitoterapico (azione bio-chimica) il rimedio spagirico, grazie ad una opportuna lavorazione, associa qualità bio-fisiche. Questa azione bio-fisica  ottenuta attraverso la dinamizzazione non avviene con la diluizione come nel rimedio omeopatico: non si rinuncia all’aspetto bio-chimico per l’aspetto bio-fisico ma anzi lo si conserva e lo si esalta: gli oligoelementi sciolti nel rimedio dopo la calcinazione delle ceneri sono uno dei fattori che completano e integrano l’azione biochimica degli altri principi attivi.

B)   La dinamizzazione, fatta senza diluizione e in maniera lenta (cioè senza succussione) viene praticata mediante lentissima evaporazione in cucurbita con capitello cieco o in pellicano per irraggiamento dei raggi soli-lunari. Questo dona al rimedio spagirico delle proprietà bio-fisiche che sono fisiologiche ed in analogia alle proprietà bio-chimiche. Queste proprietà bio-fisiche non sono riducibili in termini di mero “magnetismo”: sono invece il richiamo di un campo energetico caratterizzato da “forze” ben precise dette Archetipi. Una definizione di archetipo dataci da C. G. Jung suona all’incirca così: “… gli archetipi sono dati psicoidi che interferiscono con un determinato ambito di spazio e tempo”. Ciò significa che in ogni spazio e tempo, cioè in ogni cronotopo (in ogni campo diremmo noi oggi, dopo Maxwell), vi sono delle forze di ordine non fisico, quindi psicoidi, che interferiscono negli accadimenti di quello spazio-tempo. Questi psicoidi sono gli Archetipi, quindi forme non fisiche ma psichiche che occupano i campi energetici. Quando noi pensiamo ad una pianta non dobbiamo pensarla solo come entità materiale; ogni individuo di natura ha un proprio campo e questo campo è informato da determinate forze. Il compito dello spagirista è rendere operanti queste forze che sono latenti nella pianta. Queste proprietà “sottili”, perché impercettibili ai sensi, vanno esaltate in modo che poi questo potere si manifesti come colore. È questo colore  che avrà il compito di “tingere” anche l’anima del soggetto che ne ha bisogno. Solo a queste condizioni una tintura può considerarsi spagirica.

 3)    Il rimedio omeopatico:

il rimedio omeopatico è un farmaco a tutti gli effetti (nel senso di veleno) ma non è un farmaco (contrariamente all’allopatico) che produca degli effetti collaterali. Il rimedio omeopatico al contrario basa la sua funzionalità sull’effetto collaterale perché usa l’effetto collaterale come agente curante: esso stimola l’energia vitale ad una risposta peggiorando lo stato patologico che è presente in quel momento. In questo modo l’energia vitale, come dice Hahnemann nell’Organon, “si sente aggredita da una malattia artificiale” (che è effetto del rimedio omeopatico) e per rispondere a questa, annulla anche i sintomi della malattia naturale.

In sintesi il rimedio omeopatico si comporta come una malattia artificiale mentre il rimedio spagirico come una fisiologia artificiale. Il rimedio allopatico, purtroppo, necessariamente inibisce o reprime determinate funzioni fisiologiche e nel risolvere una patologia comporta sempre degli effetti collaterali sia pur lievi. Il rimedio omeopatico e quello spagirico “ben scelto” (e somministrato nei dovuti modi) non comporta effetti collaterali. L’unico effetto collaterale alla somministrazione è la sana risposta fisiologica dell’Energia Vitale.

Bisognerà imparare ad usare il buon senso e i rimedi quando e come necessita.

tavola 1

La tavola 1 mostra la tripartizione e quadripartizione della Tradizione. Questa divide la costituzione dell’uomo nella terna “Mercurio, Solfo e Sale” e nella quaterna degli Elementi.

Traiamo quindi alcune considerazioni:

1)             Il rimedio allopatico seguendo la logica “molecola contro molecola” agisce al livello del sale.

2)             Il rimedio spagirico lavora sia a livello del sale (biochimico e rintracciabile ad una analisi chimica) che a livello del solfo e aggiunge un’azione biofisica che è rintracciabile analizzandone lo spettro elettromagnetico.

3)             Il rimedio omeopatico e quello alchemico invece, non sono rintracciabili ad una analisi biochimica. Si tratta di informazioni biofisiche prive di biochimismo che, per l’alchimista, agiscono sul piano del Mercurio. Il rimedio omeopatico è una informazione patologica, è un rimedio genera sintomi. Il rimedio alchemico è una informazione fisiologica che sostiene e stimola il corretto processo fisiologico di un determinato distretto organico o funzionalità vitale.

Ulteriori articoli sulla Spagyria:

Alcuni cenni

Le fasi della preparazione spagyrica

I Geni Planetari