La Quercia, la Regina dell’Estate; Quercia, la Regina dell’Estate. Il sistema endocrino e immunitario vengono equilibrati da questa pianta meravigliosa


La Quercia nella mitologia, il legno della nave degli Argonauti

Nella mitologia greca la quercia era l’albero sacro a Zeus, ed i fruscii delle foglie dei boschi di quercia erano interpretati come vaticini ispirati dal padre degli dei in persona.
Analogamente nel libro della Genesi si fa riferimento alla quercia come all’albero sacro del Signore.
Ulisse consultò le foglie di quercia per conoscere il futuro. E’ risaputo che Zeus l’aveva adottata come albero prediletto ed infatti la quercia rappresenta il Sole ma anche il cielo scuro e nuvoloso, il posto naturale del dio della folgore e del fulmine. Sul monte Linceo, in Arcadia, esisteva una volta un tempio di Zeus, vicino ad una fonte. Gli Arcadi credevano che, per far cadere la pioggia, fosse sufficiente agitare un ramo di quercia nell’acqua di questa fonte. Zeus che tuona durante il temporale, Zeus che agita le foglie della sua quercia, Zeus che parla dalla sua quercia, Zeus la cui volontà è espressa dalle lettere misteriose che appaiono incise sulla sua quercia: sono quattro diverse immagini poetiche di un medesimo significato naturale. Gli antichi Greci attribuivano il diluvio della Beozia ai litigi tra Zeus ed Era; quando cessarono le piogge, si vide erigersi dal terreno una grande quercia, quale simbolo della pace conclusa tra il re degli dèi e sua moglie.

I Greci chiamavano le querce “pròterai matéres”, le “prime madri”.

Le querce hanno preceduto gli uomini, i padri degli uomini, cioè gli dèi, ed anche le api, che simboleggiano l’anima immortale e che abitano i tronchi scavati delle querce. Fu nel tronco spaccato di una quercia che i Dioscuri ellenici si nascosero dai loro nemici, ovvero nel grembo della madre. Nella mitologia scandinava si fa della quercia, e del frassino, i primi uomini, così il racconto popolare latino riferito da Virgilio suppone che i primi uomini “duro de robore nati” (siano nati da una solida rovere). Gli Arcadi, ugualmente, credevano di essere stati delle querce prima di diventare uomini. In Piemonte, ancora oggi, per eludere le domande imbarazzanti dei bambini, gli si dice che sono nati nei boschi, sotto un ceppo d’albero e, precisamente, sotto una vecchia quercia.

Alla quercia intanto era legato un mito slavo della creazione dell’universo. In esso si racconta che due querce primordiali esistettero nell’oceano primitivo. Da questi due alberi erano volate giù fino al fondo del mare due colombe per portare al Creatore un po’ di sabbia e di sassi dai quali poter creare terra e cielo. Un altro mito slavo dice che c’era in qualche parte del mondo una quercia che cresceva continuamente ed era ormai diventata tanto alta da raggiungere il cielo di Perun e proprio qui c’erano i tre elementi fondamentali: il fuoco la terra e l’acqua.

Sembra che la quercia rappresenti anche l’albero della notte, dentro cui va a nascondersi la sera, e da cui esce, tutte le mattine, la luce del giorno. Sulla stessa quercia fu appeso il vello d’oro cercato in Oriente dagli Argonauti. L’aurora, o dama verde della primavera, rappresentata da Medea, e il Sole, rappresentato da Giasone, si rincontrano nel cielo orientale, dopo aver viaggiato per tutta la notte, o tutto l’inverno, su un vascello in cui la figlia di Zeus, la saggia dea Atena, essa stessa una rappresentazione superiore dell’aurora, aveva prudentemente portato un truciolo di quercia di Dodona, per preservare gli Argonauti dal naufragio. La quercia si ritrova nelle leggende eroiche russe, sia sotto forma di albero solare sia come albero della tempesta. Il brigante Soloveï (usignolo) edificò il proprio nido su sette querce: è chiamato usignolo, perché fischia in maniera spaventevole e irresistibile e, col suo fischio, faceva tremare tutta la terra. L’usignolo simbolizza, evidentemente, il vento della tempesta. Ilia Murometz, l’eroe solare per eccellenza, l’Ercole dell’epopea russa, si colloca per nascondersi o per preparare un agguato fra i rami di una quercia, come Indra e Zeus.

Nella campagna romana e in Toscana si narra questa leggenda: due secoli fa, una pastora toscana, la beata Giovanna da Signa, venne canonizzata e nel distretto di Lastra, a Signa, fra Malmantile e Ginestra, si mostra ancora una quercia adorata tuttora dal popolo. Si racconta che un giorno la pastora Giovanna, sorpresa dal temporale, richiamò a sé pastori e pecore e affondò nel terreno il suo bastone da pastore. Nello stesso istante, sorse dal suolo una quercia che accolse sotto i suoi rami gregge e pastori. Nessuno si bagnò. A causa di questo miracolo Giovanna venne canonizzata e nei pressi della quercia, nata dal suo bastone, fu eretta una piccola cappella in onore della Vergine.

Spagyria  

Quercia - proprietà (salvare e stampare)
                             Quercia – proprietà

Per la Spagyria la Quercia è la pianta del Vigore e ha due funzionalità archetipali: Giove e Marte (Vedi specifica a questo link)

Con la Quercia in Spagyria esistono due preparati: il macerato glicerico spagyrico dalla Quercus Robur e l’Elixir dalla Quercus Peduncolata.

Si può usare l’Elixir in casi di acuzie sintomatiche e il macerato glicerico per donare equilibrio al tessuto cellulare della persona. La scelta migliore va fatta con terapeuta esperto.

Il tipo “Quercus” generalmente è un tipo che cresce lentamente (“… non cresce mai …”), ma raggiunge stature elevate, è un tipo maestoso e possente, si trova bene con tutti e spesso condivide esperienze e/o idee con altri. Non ama il sole ed è sempre alla perenne ricerca di ombra.  Quercus dona coraggio (utile quando c’è bisogno di combattere contro le avversità e prendere decisioni importanti), dona quella “forza tranquilla“, dona virilità. Ridona la voglia di vivere quando si è delusi ed amareggiati (la quercia è sempre stata considerata l’asse del mondo ed il piedistallo della volta celeste), dona sicurezza se lontani dalle persone a cui si fa riferimento. Promuove il naturale senso di giustizia.

Botanica

 

Quercia – Quercus robur – scheda botanica Link

 

Floriterapia di Bach 

La Quercia è presente anche nei Fiori di Bach – Oak – che viene preparato con la Farnia – Quercus robur – il fiore della perseveranza.

I tipi Oak sono persone consapevoli delle proprie responsabilità e affidabili, quindi hanno un alto rendimento nel lavoro. Per un malinteso senso del dovere si addossano molte responsabilità e talvolta portano persino i pesi altrui. Non si lamentano mai e non si lasciano fuorviare neppure dalle più grandi difficoltà. Se si ammalano, desiderano ristabilirsi al più presto, come i tipi Impatiens, perché sono insoddisfatti quando non possono essere produttivi. Rappresenta l’archetipo dell’Eroe che non cede, ma col tempo si spezza.

Lo stato emozionale armonico è dato dal fatto che si acquisisce la capacità di dosare le proprie forze, di riconoscere i propri limiti e rispettarli, possibilità di conoscersi, di scoprirsi al di fuori del proprio senso del dovere.

Bibliografia:

  • Manuale di Medicina Spagyrica – Tecniche Nuove
  • Compendio di Gemmoterapia Clinica – Fernando Piterà – De Ferrari Editore
  • Nuove terapie con i fiori di Bach – Dietmar Kraemer – Edizioni Mediterranee

 

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