La salute parte dall’alimentazione e dalla reazione biochimica del nostro corpo, Cum grano salis


dietaPrima di leggere l’articolo seguite questo Suggerimento:

Questo articolo vuole essere un suggerimento, un’indicazione alimentare. Non vuole sostituirsi a medici o a dietisti o a specialisti della nutrizione.

Ricordo che specialmente per l’alimentazione, non esiste una “dieta” che vale per tutti, anche se si è dello stesso gruppo sanguigno.

Cum grano salis è l’unico imperativo da seguire, “con un pizzico di buon senso”, “con sale in zucca”.

Dieta del gruppo sanguigno

Il suo scopritore è un naturopata, il dottor Peter D’Adamo. I concetti essenziali di questa dieta si fondano sul presupposto che persone con differenti tipi di mangiare-sanosangue rispondono in modo diverso a cibi specifici. Questo presupposto si fonda anche sulla teoria dell’evoluzione e sull’osservazione che i tipi diversi di gruppo sanguigno sono apparsi quando le condizioni ambientali e gli stili di alimentazione sono cambiati. Tra 50000 e 25000 anni fa, tutti gli uomini avevano il tipo di sangue 0. Questi uomini primitivi erano esperti cacciatori e prosperavano con una dieta a base di carne. Il gruppo sanguigno A è comparso tra 25000 e 15000 anni fa, per il necessario adattamento a uno stile di vita più stanziale. Cambiamenti climatici sulle montagne dell’Himalaya hanno portato alla comparsa del tipo B, mentre il tipo AB è comparso decisamente più tardi.
Le ragioni secondo le quali bisognerebbe mangiare secondo il proprio gruppo sanguigno, sono legate alle lectine, sostanze simili alle proteine che si trovano in molti cibi. Benché la maggior parte delle lectine che si trovano nei cibi vengano distrutte dalla cottura o dagli enzimi digestivi, D’Adamo ritiene che il 5% delle lectine che assumiamo con la dieta, siano assorbite nel sangue e che alcune di queste siano incompatibili con il gruppo sanguigno.
Per tale motivo, ogni persona, a seconda del gruppo sanguigno di appartenenza, può consumare alcuni cibi e deve evitarne altri. Ci sono comunque alcune diverse obiezioni a questa concezione. La dieta dei gruppi sanguigni prende in considerazione solo una delle variabili genetiche, mentre, fino ad oggi sono stati identificati oltre 30 indicatori sulla superficie dei globuli rossi. Inoltre, uno dei cardini di questa dieta è che le lectine siano effettivamente assorbite, ma la maggior parte delle ricerche è stata condotta in vitro e non sull’uomo. Dato che molte lectine presenti nel cibo vengono distrutte con la cottura, oltre che dagli enzimi digestivi e dai batteri presenti nell’intestino, non si sa fino a che punto siano assorbite, se mai lo sono. È comunque indubbio che ci sono alcune lectine che sono in grado di provocare particolari problemi all’organismo.

I gruppi sanguigni, si sa, sono quattro e a ciascuno di loro corrisponde una tipologia metabolica.

sangue 3Gruppo O. È quello più antico ed è comparso circa 40 mila anni fa, nel continente africano. D’Adamo lo etichetta come “il cacciatore”; per lui l’ideale è una alimentazione a base di carne, pesce, frutta e verdura. Limita molto invece i cereali, i latticini, i legumi. E’ quindi una alimentazione iperproteica e ipocarboidratica che mantiene l’organismo in una costante condizione di chetosi.

La mappa genetica ereditata dalle persone che hanno il gruppo sanguigno O è quella dell’uomo primitivo Cacciatore-Raccoglitore, che si nutriva con le carni degli animali cacciati e le erbe e i frutti spontanei, e che ancora non si era dedicato all’agricoltura.
Questo è il motivo per cui molti dei cibi coltivati, come i comuni cereali e certi legumi, reagiscono così negativamente con questo tipo sanguigno, creando insulinoresistenza e quindi aumento dei livelli dello zucchero nel sangue e formazione di grasso nei tessuti.
La lectina maggiormente problematica per il Tipo O è quella del frumento, la WGA (agglutinina del germe di grano).
La WGA viene trasportata attivamente attraverso la parete intestinale dentro la circolazione sanguigna e, tramite questa, a tutto l’organismo dove manifesta il suo effetto agglutinante e pro-infiammatorio.
L’altra lectina del frumento è il glutine (presente anche nell’avena, orzo, farro, kamut, segale), che può aumentare la permeabilità dell’intestino fino alla sindrome del leaky gut e/o provocare lesioni dei villi (il glutine dimostra preferenza per l’intestino tenue) fino alla celiachia.
L’aumentata permeabilità dell’intestino e le lesioni della sua mucosa creano vari problemi a tutto l’organismo, dalle allergie alle malattie immunitarie e alle infiammazioni, poiché attraverso la parete dell’intestino divenuta porosa, passano nel sangue e nei tessuti, cose che non dovrebbero entrare, come macromolecole proteiche, batteri, funghi, tossine e carcinogeni. Questa situazione è chiamata “sindrome del Leaky gut”, cioè dell’intestino che cola, causa primaria di molti problemi e malattie sistemiche.
A parte le carni di maiale, cinghiale, quaglia e qualche altro tipo, le persone O possono mangiare praticamente tutti i tipi di carne, compresa la cacciagione. La carne è il migliore carburante proteico di questo tipo sanguigno. Viene digerita benissimo dagli alti livelli di succhi digestivi (acido cloridrico, pepsina), di succhi biliari e fosfatasi alcalina intestinale, e assimilata altrettanto bene.
L’altra ottima fonte proteica per i Tipo O è il pesce. Ricchi di iodio (necessario per la tiroide), vitamina K (necessaria per la coagulazione del sangue), grassi insaturi (antinfiammatori) e proteine nobili, i pesci come merluzzo, halibut, aringa fresca, sogliola, spigola, storione, tonno, salmone e tanti altri sono eccellenti nutrienti e molto adatti a soddisfare i gusti forti dei Tipi O.
Il latte di mucca e di capra non vanno bene, perché disturbano la digestione e rallentano il metabolismo. I Tipi O producono anticorpi diretti contro le loro proteine. Meglio il latte di soia o riso o mandorle, biologici.
I legumi come le lenticchie, i fagioli all’occhio, i borlotti, creano problemi di digestione e infiammazioni nei Tipi O che invece digeriscono meglio i fagioli azuki, i ceci. Le lenticchie hanno una potente lectina che stimola le artriti e le gastriti.
I Tipo O traggono migliore nutrimento, appagamento e benessere con le uova di gallina.
I Tipi O non possono mangiare tutti i vegetali in maniera indiscriminata. Per esempio: i vegetali della famiglia della brassicacee come cavolo cappuccio, cavolini di Bruxelles, cavolfiori e senape possono inibire la loro funzione tiroidea, già tendenzialmente debole. Per questo motivo, sono consigliate invece le alghe marine, così ricche di iodio.
Le solanacee come la melanzana, il peperone, la patata e il pomodoro aggravano le infiammazioni, soprattutto le artriti.
Arance, mandarini, kiwi aumentano l’acidità di stomaco. Prugne, susine, banane, fichi, pompelmo la riducono. E’ meglio che il Tipo O mangi i frutti permessi ai pasti perché essi se assunti a stomaco vuoto favoriscono le crisi di ipoglicemia.
Il Tipo O può bere il vino rosso, ma non i liquori distillati e i superalcolici verso cui può tendere alla dipendenza. Neanche la birra va bene, soprattutto se è fatta col frumento, perché stimola la secrezione acida dello stomaco.
Il caffè, anche quello decaffeinato, è una tossina per il Tipo O perché aumenta sia gli acidi digestivi sia la produzione dell’adrenalina che, in questi tipi sanguigni tende ad essere già elevata, provocando alterazioni dell’umore. Meglio bere infusi e tè di erbe.

sangue 3Gruppo A. Le persone che hanno il gruppo sanguigno denominato dell’agricoltore devono fare i conti con tre-quattro rischi fondamentali: la tendenza ad accumulare tossine, la tendenza ad accumulare stress, il metabolismo lento, la debolezza del sistema immunitario.

Il fatto che le carni non vanno bene per le persone con gruppo sanguigno A è perché sono difficili da digerire dati i bassi livelli di succhi digestivi gastrici e intestinali come l’acido cloridrico, la pepsina, la fosfatasi alcalina. Sostando troppo a lungo all’interno dello stomaco e dell’intestino le carni vanno incontro a putrefazione e producono tossine intestinali e disbiosi della flora che rallentano il metabolismo e riducono l’immunità. Le carni del tacchino, pollo, struzzo, gallina, colomba sono meglio digerite. Così come una grande varietà di pesci, quelli dei mari freddi in particolare: merluzzo, salmone, sarde, sgombro. Gli acidi grassi omega3 contenuti in questi pesci oltre alla nota funzione strutturale delle membrane cellulari e all’azione antinfiammatoria, rendono il sangue più leggero e meno viscoso facilitando così la circolazione. Cosa importante questa, dato che i Tipi A sono particolarmente predisposti alla formazione di emboli e trombi a causa dei loro elevati livelli dei fattori della coagulazione, come il fattore VIII.
Quando il tipo A mangia latte e formaggi vaccini è come se subisse una trasfusione con sangue B, perché il lattosio, lo zucchero del latte, ha la stessa struttura fondamentale dell’antigene del gruppo sanguigno B, il D-galattosio. Immancabili e immediati sono l’aumento del muco respiratorio e intestinale, l’aumento dei liquidi ritenuti, la caduta dell’energia, la pancia gonfia, dopo un pasto a base di latticini. Meglio quindi il latte di soia, riso, capra e relativi prodotti.
Legumi e frutta secca sono alternative proteiche alle carni ottime per A.
Il Tipo A è quello che più di ogni altro tipo sanguigno può mangiare i cereali. Uno dei motivi è che in loro l’attività dell’amilasi (l’enzima responsabile della digestione dei carboidrati) è più alta rispetto a quella degli altri tipi, sviluppatasi negli antenati A probabilmente come conseguenza delle nuove abitudini alimentari dovute alla comparsa dell’agricoltura.
I cereali più giusti per A, meglio se integrali, sono: amaranto, grano saraceno, segale, riso, avena, kamut, farro. Il frumento deve invece limitarlo perché rende acidi i suoi tessuti muscolari che così si infiammano e si riempiono di liquidi, e perché aumenta la produzione di muco nelle vie respiratorie. In caso di malattie infettive, obesità, ritenzione idrica, il frumento deve essere eliminato del tutto. Per A non va bene neanche il mais perché la sua lectina ad azione insulina-like provoca iperglicemia e aumenta la produzione di grasso.
Le lectine al azione insulina-like sono quelle molecole proteiche dei cibi che hanno la peculiarità di occupare i recettori per l’insulina presenti sulla superficie di tutte le cellule dell’organismo impedendo a questa di legarsi e svolgere la sua normale funzione e cioè l’utilizzo degli zuccheri per la produzione di energia. Gli zuccheri non utilizzati si accumulano nel sangue (iperglicemia) e prendono la via metabolica che conduce alla formazione di grassi come i trigliceridi e il colesterolo e anche di grasso corporeo. Questo è il meccanismo dell’insulinoresistenza, vera responsabile di obesità e diabete.
Lectine insulino-like particolarmente dannose per A sono la WGA (lectina del germe di grano) del frumento, quella del mais e di alcuni legumi.
I vegetali sono vitali per la l’alimentazione dei tipi A. Essi, oltre a fornire essenziali minerali, vitamine, fibre e micronutrienti, sono la migliore fonte naturale di molecole antiossidanti indispensabili per il loro organismo che, a causa del cattivo funzionamento dei meccanismi di disintossicazione è drammaticamente incline ad accumulare tossine. Molte persone con questo gruppo sanguigno hanno, per esempio, livelli bassi degli enzimi disintossicanti (per tossine, carcinogeni e farmaci) che fanno parte del sistema epatico chiamato “citocromo P 450″.
I frutti alcalinizzanti come prugne, fichi e frutti di bosco, servono al tipo A per controbilanciare l’acidità dei tessuti muscolari provocata dai cereali. Mentre arancia, mandarini non vanno bene perché aumentano l’acidità dei tessuti e sono irritanti per la mucosa dello stomaco. La banana, la mela, il melone hanno lectine agglutinanti.
Diversamente dal Tipo O che ingrassa per i carboidrati, il Tipo A aumenta di peso per i grassi alimentari (oltre che per le tossine) e deve quindi usare poche quantità dei grassi di condimento. Per non aumentare la ritenzione di liquidi nell’organismo, è preferibile non usare troppo sale.
Il Tipo A può bere caffè e vino, mentre le bevande zuccherate e i superalcolici lo gonfiano, lo appesantiscono e lo intorpidiscono. Il tè verde è vera panacea per il Tipo A, perché lo aiuta a perdere i liquidi ritenuti, lo disintossica e lo sveglia. Attenzione però, il tè verde può creare problemi di stitichezza, se succede diminuire le dosi.
Il vino rosso è concesso. Tutte le altre bevande dovrebbero essere evitate. Esse non sostengono il sistema digestivo e quello immunitario.

sangue 3Gruppo B. In questo gruppo è inserita la tipologia “nomade”, apparsa 10 mila anni fa nelle regioni mongoliche e dell’Asia centrale. Per lui va bene una dieta bilanciata , che comprenda un po’ tutto.
La Dieta di successo del Tipo B è un mix bilanciato di carni, formaggi, vegetali, cereali, frutti. La mappa genetica di B è la meta finale di un faticoso processo di adattamento evolutivo dell’uomo ai tanti climi, culture, e cibi incontrati durante la storia delle sue migrazioni.
Per i Tipi B, i cibi grandi fattori di rallentamento metabolico e quindi aumento di peso, ritenzione idrica, perdita dell’energia e caduta del tono dell’umore sono il frumento, il mais, il grano saraceno, le lenticchie, la soia, i pomodori, le arachidi, le patate, il pollo.
Fra i cereali è il frumento quello che crea più problemi, perché le lectine del suo glutine si depositano nei muscoli dove agglutinano le cellule, riducendone la capacità di bruciare calorie e consumare grasso. L’altra lectina del frumento, la WGA (agglutinina del germe di grano) esercita un’azione “insulina-like” sui recettori per l’insulina delle cellule adipose, deviando così il metabolismo dello zucchero verso la formazione di grassi. La WGA ha anche un’altra azione: nell’intestino attiva gli enzimi che scindono i carboidrati e gli zuccheri complessi dei cibi in zuccheri semplici accelerando così il loro passaggio nel sangue con conseguenti crisi prima di iper e poi di ipoglicemia, uno dei meccanismi fondamentali dell’aumento di peso nel Tipo B.
Anche il mais e il grano saraceno hanno lectine insulina-like e quella del mais (zea mais agglutinina) ha anche una forte proprietà di agglutinare i globuli rossi del Tipo B. L’esperienza conferma che quando i Tipi B mangiano polenta hanno spesso una sgradevole sensazione di calo di energia, pesantezza e malessere.
La segale può irritare lo stomaco e aumentare la sua acidità, e può anche danneggiare i vasi sanguigni. Il kamut, contiene glutine in una percentuale più elevata del frumento, e per le persone con gruppo sanguigno B non va bene. Questo gruppo sanguigno che può comunque far uso anche del farro, miglio, avena, riso, orzo, pane di germogli. Il pane di germogli al 100% non è dannoso perché il processo di germogliazione distrugge le lectine del glutine che si trovano in maggiore quantità nel rivestimento esterno dei semi dei cereali.
Un organo dei Tipi B particolarmente delicato è il rene. Le lectine del glutine mostrano, nei vari tipi sanguigni, preferenze di organi e tessuti. Mentre, per esempio, nel Tipo O preferiscono depositarsi nell’apparato digerente, nel Tipo B si accumulano proprio nel rene.
Anche nelle persone sane, uno degli effetti più immediati che compare dopo aver fatto pasti contenenti cereali dannosi è una certa riduzione della normale filtrazione renale, con conseguente ristagno dei liquidi nell’organismo e quindi gonfiori diffusi (gambe, viso, mani), riduzione della diuresi e un improvviso aumento di peso altrimenti inspiegabile.
Il Tipo B può mangiare una grande varietà di carni, ma deve evitare il pollo perché contiene una lectina detta galectina che si lega all’antigene B presente sui globuli rossi e li agglutina; la galectina stimola anche le infiammazioni e i meccanismi autoimmunitari. Se il Tipo B ha in atto problemi infiammatori, artriti soprattutto, deve evitare anche le carni rosse del vitello e del manzo (per il loro contenuto di grassi omega -6 proinfiammatori) e preferire invece l’agnello, il montone, il coniglio, il capretto.
L’halibut è un ottimo pesce per B, così come le sarde, il merluzzo, sgombro e tanti altri, mentre non vanno bene aragosta, gamberi, ostriche, polipi, vongole, granchi che contengono grandi quantità di istamina e lectine distruttive per l’organismo B.
Anche le uova di gallina possono essere mangiate dal Tipo B più volte la settimana.
B è l’unico tipo sanguigno che può godere di una grande varietà di formaggi, soprattutto quelli di capra, feta, burro, ricotta, kefir e anche altri formaggi più grassi
Le lenticchie, i ceci, i fagioli azuki, all’occhio, mung, neri sono legumi che creano insulinoresistenza perché hanno lectine insulina-like. Questo significa che le loro lectine occupano i recettori per l’insulina presenti sulla superficie di tutte le cellule dell’organismo impedendo a questa di legarsi e di svolgere la sua funzione e cioè l’utilizzo degli zuccheri per la produzione di energia. Così, gli zuccheri non utilizzati prendono la via metabolica che conduce alla formazione di grassi, come i trigliceridi e il colesterolo, e di grasso corporeo. I cibi con lectine insulina-like fanno ingrassare, a prescindere dal loro contenuto calorico.
Le lenticchie contengono una lectina che provoca infiammazione delle articolazioni. I Tipi B tendono alle artriti croniche, col progredire dell’età.
I legumi che vanno bene per B sono i fagioli bianchi, i borlotti, i piselli, le fave, i fagiolini verdi.
Tra i vegetali, questo Tipo sanguigno deve evitare il pomodoro, perché contiene una lectina che si lega agli antigeni B sia nel sangue che nella saliva che nell’apparato digerente dove provoca agglutinazione. Alte concentrazioni della agglutinina del pomodoro si trovano nei sughi e nelle salse già pronte, mentre nello stesso pomodoro si trova più agglutinina nel succo che nella polpa.
Un vegetale che il Tipo B deve mangiare è il cardo mariano, già conosciuto come disintossicante per il fegato dove stimola la produzione di glutatione.
Vi sono tanti frutti tra cui il Tipo B può scegliere come fichi, uva, anguria, prugne. Fichi d’India, cachi, melograno non vanno bene perché contengono lectine agglutinanti per l’organismo B. Anche la mela contiene una agglutinina ma in minore quantità per cui è considerata neutrale.
Il Tipo B può e deve far largo uso di grassi di condimento come l’olio di oliva, il burro, mentre l’olio di germe di grano, di semi di girasole e di arachidi non sono benefici. Gli oli favoriscono l’eliminazione intestinale. L’olio di semi di lino come integratore fornisce vitamina F (acidi grassi polinsaturi) essenziale per la salute delle vie nervose.
Il Tipo B può bere caffè, vino e birra, ma non superalcolici che provocano ritenzione idrica e gonfiori. Le bevande migliori sono il tè verde, di ginseng, di liquirizia, i tè giapponesi contenenti riso tostato.

sangue 3Gruppo AB. È il gruppo dell’ “enigmatico”, tipo sanguigno abbastanza giovane e raro, comparso circa mille anni fa. Secondo D’Adamo per lui va bene una dieta bilanciata.

Frutto del matrimonio tra un portatore del gene A e uno del gene B, la dieta di successo del Tipo AB comprende sia la sensibilità vegetariana del Tipo A che la necessità di carne e formaggi del Tipo B.
Come i Tipi A, le persone con gruppo sanguigno AB hanno pochi succhi gastrici (acido cloridrico, pepsina), e fosfatasi alcalina e quindi hanno difficoltà a digerire e assimilare le carni rosse che finiscono per creare tossine nell’intestino e grassi nell’organismo; e come i Tipi B non possono mangiare pollo perché contiene una lectina detta galectina che agglutina il loro sangue perché reagisce con l’antigene B presente sui globuli rossi.
Così, del manzo e del vitello si può mangiare solo il fegato, mentre l’agnello, il capretto, il montone, il coniglio, il tacchino, il fagiano vanno bene. Meglio mangiare porzioni piccole e frequenti per agevolare la digestione, e fare anche attenzione alla combinazione dei pasti: può essere che, avendo pochi succhi digestivi, si debba evitare di mangiare troppi cibi diversi nello stesso pasto.
Vi è una grande varietà di pesci per il Tipo AB come eccellente fonte di proteine: salmone, sardine, tonno. I pesci dei mari freddi, ricchi di grassi omega3 migliorano il metabolismo insulinico, prevengono la ritenzione di liquidi, combattono le infiammazioni.
Le uova di gallina, di quaglia, il caviale danno nutrienti giusti per la formazione dei muscoli e anche alcuni formaggi sono benefici per i Tipi AB, come yogurt, kefir, caprino, feta, ricotta, stracchino. Il Tipo AB deve ridurre o evitare i formaggi se tende ad avere problemi come sinusiti, bronchiti, otiti, perché essi aumentano la produzione di muco. Il tofu non dà questi problemi. Il latte di mucca, anche quello scremato, è dannoso perché disturba la digestione, aumenta la ritenzione idrica, i grassi nel sangue, oltre che la produzione di muco respiratorio. Meglio il latte di capra o di riso o di soia.
Il Tipo AB può mangiare i prodotti del frumento ma, se ha in programma una perdita di peso o tende agli edemi o alle infezioni respiratorie è meglio che preferisca il riso, miglio, segale, soia, amaranto, avena.
L’insulinoresitenza è un problema per i tipi AB quando mangiano anche certi legumi come i fagioli lima, le fave, i ceci, i fagioli azuki. I legumi migliori sono le lenticchie, la soia, i fagioli pinto.
Il fattore biochimico più importante per l’aumento di peso nel Tipo AB è l’ipoglicemia dopo i pasti con carboidrati. Per questo motivo deve limitare il consumo di cereali e dei legumi: le quantità medie per un adulto sano sono 30-60 grammi di cereali per pasto e anche meno per i legumi.
I pasti troppo ricchi di carboidrati e zuccheri semplici producono il cosiddetto “effetto domino postprandiale”: prima iperglicemia (lo zucchero del sangue si impenna verso l’alto) e conseguente iperinsulinemia che porta poi alla ipoglicemia (lo zucchero del sangue cade sotto i livelli normali) con crisi di senso di malessere, sudorazione, perdita di energia e fame di cibi dolci soprattutto. Si crea così un circolo vizioso che inevitabilmente aumenta il grasso corporeo, sia per le maggiori quantità di calorie che vengono introdotte sia perché l’insulina ha essa stessa un’azione lipogenetica e stimola la formazione di grassi.
Nel Tipo AB le crisi compulsive di fame non sono dovute solo all’effetto domino postprandiale (ipoglicemia reattiva) ma anche allo stress che in questo tipo sanguigno aumenta l’adrenalina che induce ansia e ricerca di cibi, bevande, alcol e, soprattutto facilita l’insulinoresistenza.
Sono davvero pochissimi i vegetali che il tipo AB non può mangiare: aloe, carciofo, ravanelli, olive, qualche tipo di fungo.
Il Tipo AB può mangiare il pomodoro, la cui lectina non ha l’azione agglutinante sul sangue che invece dimostra nei Tipi A e B. Può mangiare anche le altre solanacee come la patata, la melanzana, il peperone, a meno che non abbia in atto infiammazioni a carico delle articolazioni.
Il tipo AB ama i frutti alcalini come prugne, uva, mirtilli, che riducono la produzione di tossine intestinali e la ritenzione di liquidi. La banana appesantisce la digestione, l’arancia, il cachi, il mango, il fico d’india irritano la mucosa dello stomaco che nei tipi AB è già piuttosto delicata.. Per questo motivo è meglio che AB mangi i frutti benefici all’interno dei pasti, anche perché, essendo ricchi di zuccheri, possono favorire una ipoglicemia reattiva, cioè la crisi di iperglicemia seguita da ipoglicemia, che favorisce l’aumento di peso.
Olio di olive, olio di noci vanno bene come grassi di condimento.
Il Tipo AB può bere il caffè che stimola la produzione dei suoi scarsi succhi gastrici, e il vino rosso per i suoi effetti benefici sul cuore e i vasi sanguigni dovuti al resveratrolo. Mentre i superalcolici e i distillati disturbano la digestione, creano tossine nell’intestino e nel fegato, e provocano edemi e gonfiori. Le bibite industriali zuccherate stimolano l’effetto domino e l’aumento di peso.
Quando c’è una situazione di stress è meglio evitare del tutto le bevande contenenti caffeina o alcol e preferire invece i tè benefici più graditi: oltre al disintossicante tè verde, quello di tarassaco e bardana aiutano l’assorbimento del ferro.

Quali sono stati i criteri che D’Adamo ha utilizzato per discriminare gli alimenti Benefici da quelli Dannosi?

Un cibo fa parte della categoria dei cibi Benefici per un determinato gruppo sanguigno se:
1. Il cibo non agglutina le cellule di quel determinato tipo sanguigno.
2. Il cibo non aumenta l’escrezione urinaria di Indicano (segno di tossicità intestinale), in quel determinato tipo sanguigno.
3. Il cibo protegge contro alcune malattie verso cui quel gruppo sanguigno è predisposto e non mostra alcun aspetto negativo.
4. Le caratteristiche immunologiche del tubo digerente di quel tipo sanguigno sembrano indicare una spiccata capacità di metabolizzare quel cibo, a causa di variazioni antropologiche o di altro tipo.
5. Il cibo contiene un enzima noto per reagire positivamente con l’antigene di quel gruppo sanguigno.
6. Il cibo non provoca una produzione di anticorpi reagendo con quel gruppo sanguigno.

sangue 5sangue 6Un cibo fa parte della categoria dei cibi Dannosi per un determinato gruppo sanguigno se:
il cibo ha una lectina o altre proprietà che reagiscono negativamente con quel determinato tipo di sangue.
1. L’equilibrio acido / alcalino richiesto per digerire il cibo, non è compatibile.
2. C’è un’alta probabilità di presenza nel cibo di parassiti o muffe.
3. Provoca un aumento nelle urine dei livelli di Indicano.

Ora, al di là di elenchi, proclami e considerazioni, non ci sono tantissime evidenze scientifiche sul fatto che, ad esempio, il pollo vada bene per alcuni gruppi sanguigni e male per altri, soprattutto perché il più delle volte si tratta di studi in vitro. Ci sono invece evidenze su come alcuni gruppi sanguigni abbiano maggiori probabilità di sviluppare tumori.

Ultimamente, un importante articolo ha posto in essere l’ipotesi che le lectine intervengano nella genesi di malattie autoimmuni, inducendo l’espressione del sistema HLA II. L’HLA II può infatti legare lectine alimentari e dar vita alla produzione di anticorpi.

Fonte: metodonigef.com

Dieta per gruppi sanguigni

 

Bibliografia:
  • La dieta italiana dei gruppi sanguigni. Il nuovo metodo personalizzato per perdere peso, disintossicarsi e tonificarsi – ed. Sperling & Kupfer
  • L’alimentazione su misura – ed. PickWick
  • Dimagrire con la dieta secondo il gruppo sanguigno – ed. Tecniche Nuove