Intramoenia e La Mangiatoia – come aprire gli occhi sul Sistema Sanitario Italiano


Intra moenia

è una locuzione latina che significa “tra le mura”, cioè “all’interno delle mura della città”. Solitamente è usata per indicare ciò che avviene all’interno di un edificio, o più propriamente, ciò che avviene all’interno di una comunità.

Nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale della Repubblica Italiana, l’attività cosiddetta “intramoenia” si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. Il medico è tenuto al rilascio di regolare fattura e la spesa, come tutte le spese sanitarie, è detraibile dalle imposte. Le prestazioni sono generalmente le medesime che il medico deve erogare, sulla base del suo contratto di lavoro con il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso la normale operatività come medico ospedaliero. Le prestazioni erogate in regime di intramoenia garantiscono al cittadino la possibilità di scegliere il medico a cui rivolgersi per una prestazione.

Mediamente il medico devolve alla struttura ospedaliera per l’utilizzo dei locali, dei servizi di segreteria, delle apparecchiature e di quant’altro sia necessario allo svolgimento della prestazione circa il 6,5% del suo fatturato: nel 2010 ad esempio i medici ospedalieri italiani hanno fatturato circa 1,13 miliardi di euro, devolvendo alle ASL circa 74 milioni.

Al medico, sulla base della legislazione esistente è concesso di operare anche all’esterno dell’ospedale (presso cliniche private ad esempio) in regime di intramoenia extramuraria. Le attività intramoenia sono state più volte oggetto di critiche politiche e mediatiche.

Fonte: Wikipedia

La Mangiatoia

La terza industria del paese vale 114 miliardi di euro. Ma non c’è da stare allegri: è la spesa pubblica per la sanità del 2012, cioè un fiume carsico di denaro che quando arriva al cittadino si è ormai ridotto a un rivolo. Perché prima, c’è da farci su degli affari. In tanti. Fra primari, direttori generali, imprenditori di case farmaceutiche e fabbricanti di protesi, proprietari di cliniche e – va da sé – politici. Anzi, tecnicamente c’è da “mangiarci”: La mangiatoia, il libro inchiesta dei due cronisti di Repubblica Michele Bocci e Fabio Tonacci (Mondadori, 167 pagine) infatti non è solo un titolo, quanto una diagnosi.

Articoli interessanti sull’argomento:

http://www.huffingtonpost.it/2013/09/23/la-mangiatoia-libro-sanita-italiana_n_3975189.html?utm_hp_ref=italy

http://www.librimondadori.it/libri/la-mangiatoia

 

Ed ora, buona lettura, vicino ad una tisana calmante, MOLTO calmante.

Usate fiori di Tiglio, Melissa e TANTO miele, così vi consolerete.