Frassino, l’Albero cosmico simbolo della mediazione tra il cielo e la terra


Fraxinus_excelsior_'Aurea_pendula'_JPGI vecchi e grandi frassini solitari sono sempre stati per i popoli centro europei il simbolo della mediazione tra il cielo e la terra.

Questo albero, il cui legno non possiede nodi, è stato il simbolo naturale della vera grandezza che si innalza nobilmente verso il cielo. Il suo legno veniva adoperato negli antichi riti popolari per accendere il fuoco propiziatorio del nuovo anno e favorire l’arrivo della piogge primaverili per risvegliare le altre piante ancora intorpidite dal sonno invernale.

Pianta cara a Poseidone, il dio dei sismi che faceva tremare la terra e attirava il fuoco celeste e le piogge fecondatrici.

E’ l’albero cosmico presso i germani che lo reputavano il mediatore tra il cielo e la terra; sacro anche per le popolazioni celtiche.

Nel passato il suo legno ebbe fama di talismano contro l’annegamento ed è dotato di poteri di guarigione contro l’ernia, il rachitismo, le fratture ossee e i reumatismi articolari. Chi aveva beneficiato del suo potere medicamentoso doveva scrupolosamente sorvegliare l’albero e proibire che fosse toccato da alcuno perché da esso dipendeva la vita dell’ex ammalato; se l’albero fosse stato abbattuto il malanno ritornava come prima e in più vi si aggiungeva la cancrena e infine la morte.

Del tutto singolare è il potere del Frassino sui serpenti; secondo antiche tradizioni essi fuggono persino la sua ombra. Plinio narra che se un serpente viene intrappolato tra un fuoco e un cerchio di foglie di Frassino, esso preferisce gettarsi tra le fiamme piuttosto che stare nel cerchio di foglie. Questa insolita azione sui serpenti viene ripresa nel XVI secolo e nelle campagne si farà uso di foglie di Frassino contro il morso dei rettili sino ai primi del 1900.

fraxinus-excelsior-aurea-budsFra i Celti i frassini erano considerati simboli di rinascita e capaci di operare guarigioni miracolose. Nell’alfabeto arboreo celtico il frassino era il terzo albero della serie e designava il mese che precedeva l’equinozio di primavera. Per questo motivo, fino ad un secolo fa, in Francia si usava accendere il fuoco nuovo con il suo legno chiedendogli di far scendere le prime piogge di primavera affinché rianimassero la vegetazione dopo il lungo inverno.

Nella formazione di un bosco il frassino è precursore delle piante ad alto fusto, mentre il nocciolo lo è di ciò che non è ancora manifesto. Su quanto è stato abbozzato dal nocciolo, il frassino lavora per quanto è già entrato in manifestazione.

Leggenda del Frassino, ovvero Yggdrasill

Yggdrassill, secondo la mitologia nordica, è fra tutti gli alberi il maggiore e il migliore; i suoi rami sovrastano il cielo. E’ sorretto da tre possenti radici che si spingono in diverse direzioni.

La prima arriva nella terra degli Asi, degli dei celesti, la seconda è nella terra dei giganti della brina, la terza radice del frassino sta in cielo: sotto di essa vi è una fonte particolarmente sacra dove gli dei hanno il loro tribunale.

Yggdrassill sopravviverà al crepuscolo degli dei, pur tremando nel momento più spaventoso dell’apocalittico dramma cosmico. Dopo la terribile prova la terra uscirà dal mare e sarà verde e bella. Un nuovo sole apparirà nel cielo popolato di divinità, figlie di quelle morte, mentre resusciterà Baldr, il dio buono, il cui assassino aveva provocato la catastrofe. Racchiusi nel legno del frassino, sopravviveranno un uomo e una donna, Lif e Lifthrasir, che si nutriranno esclusivamente della rugiada mattutina. Saranno loro i nuovi progenitori dell’umanità.

Botanica

Fraxinus-excelsior-fiori-miFraxinus excelsior – Fam. Oleaceae

Ha foglioline piccole, con una chiara e piccola seghettatura marginale. Ha bisogno di terreno ricco di sali, meglio se sassoso e preferibilmente umido.

E’ un importante albero da legname. I fiori sono minuscoli, senza petali né calice, riuniti in mazzetti porporini che si sviluppano prima delle foglie da gemme dell’anno precedente, da febbraio a maggio. I fiori possono trovarsi in infiorescenze separate, maschili e femminili, sulla stessa pianta o su alberi separati, oppure anche nello stesso fiore. (maschili tendenti al giallo, femminili verdi)

I frutti, che compaiono ad ottobre e si colorano di bruno, rimangono sull’albero per un certo tempo dopo la caduta delle foglie. Possono anche non fruttificare e restare sterili per anni. In autunno le foglie assumono il colore giallo.

Crescendo il Frassino allarga le sue radici in tutte le direzioni impedendo così la crescita di altra vegetazione intorno a sé. In tal modo si crea un grande spazio vuoto dove egli solo spicca maestosamente. Non è un albero pioniere perché è tra le piante più esigenti in fatto di suolo.

Dal Fraxinus ornus si ricava la manna, ottimo rinfrescante intestinale.

Spagyria e Fitoterapia

circolazione arteriosaMacerato Spagyrico: si ottiene mettendo a macerare le gemme, raccolte alla ripresa vegetativa. Lavora sull’apparato osteoarticolare, vie biliari, vie urinarie, occhio e utero (prolasso uterino e dell’ano).

Secondo la teoria della segnatura è pianta con funzionalità di Giove, Sole e Mercurio (vedi articolo Geni Planetari): se l’edera è la protettrice del sistema venoso, il frassino protegge la circolazione in generale e con la sua funzione primaria (Giove) e secondaria (Sole), unitamente al segno del Leone (arterie) ne fa il rimedio principe per la circolazione arteriosa. E’ uno dei migliori rimedi contro l’arteriosclerosi.

Tra i consumatori di te di Frassino, molto in auge una volta tra i montanari, si sono riscontrate le vecchiaie felici e longeve, in piena coscienza dei propri poteri psichici e con un’integrità fisica che ha fatto di questi uomini dei camminatori anche in età avanzata. Quest’albero è un depuratore eccezionale del corpo in quanto elimina i depositi abnormi che si depongono sulle pareti delle arterie, depositi che portano a restringimenti graduali dei lumi, provocando appunto l’arteriosclerosi.

La corteccia ha un’azione astringente, tonica e diuretica ed è stata impiegata in passato nella febbre malarica, in sostituzione della corteccia di china. Può essere inserita in tisane composte per la febbre e per le infiammazioni reumatiche. Le foglie hanno sopratutto azione diuretica, con eliminazione degli acidi urici, fa sudare e leggermente lassativa.

Le sue proprietà erano già conosciute da Ippocrate, Teofraso e Dodonnes.

 

Bibliografia:

  • Il serto di Iside – Angelo Angelini – ed. Kemi
  • Compendio di gemmoterapia clinica – Fernando Piterà – ed. De Ferrari

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