Grano e glutine, lavorare con la prevenzione. Appello ai consumatori!!


non tutti i cereali sono salutari, il grano creso non lo è!
Non tutti i cereali sono salutari, il grano creso non lo è!

Creso deve il suo nome al Re di Lidia la cui ricchezza e munificenza erano proverbiali presso i greci. Significa molto ricco. E questo è un grano molto ricco, ma di mutamenti genetici, dannosi alla salute.

Tutto inizia quando il grano è stato nanizzato perché c’era la necessità da parte dell’industria chimica di piazzare il nitrato di ammonio, residuo della seconda guerra mondiale.

Cominciarono ad usarlo in agricoltura per la mutagenesi indotta, da cui nel 1974 nacque il creso, un grano mutato geneticamente che produceva il doppio di quello normale. Il pretesto – continua – era quello di risolvere il problema della fame del mondo, ma è chiaro che non ci sono riusciti.

Ciò che hanno fatto, invece, per l’agricoltore è togliere il diritto del seme al contadino, disseminare per il mondo grani sempre più iperproteici che il nostro intestino non riesce a digerire dando il via a tutte le intolleranze e le allergie. E infine hanno portato alla disattivazione delle aziende agricole, perché il contadino è stato costretto ad acquistare dall’industria i prodotti chimici. Prima il nitrato di ammonio, poi i fosfati, per continuare con i diserbi e i fungicidi necessari per difendere le piante nanizzate, che hanno un sistema immunitario destabilizzato, dalle malerbe e dalle malattie.

Oltre alla necessità di smaltimento di scorte di magazzino di nitrato di ammonio la mutazione genetica, provocata dai raggi gamma, è stata effettuata anche per abbassare la taglia e favorire la meccanizzazione, maggiormente efficace su frumento a taglia ridotta. I contadini non potevano che essere contenti dei cosiddetti “miglioramenti” poiché si ovviava ad uno dei principali problemi del grano antico: quello dell’allettamento con l’eventuale perdita di gran parte del prodotto (se raccolto a macchina).

E NOI COSA POSSIAMO FARE? MOLTO, ANZI MOLTISSIMO!

Siamo noi consumatori che facciamo la differenza nel mercato, perché non creiamo un’onda forte e contraria al CRESO? Utilizzare i grani antichi italiani è una grande possibilità che, a seconda del territorio dove crescono, ci sollecitano anche a sostenere chi utilizza l’agricoltura biodinamica, integrata, biologica o quantistica. Non ho la presunzione di creare un osservatorio nazionale, ma vorrei essere un ponte e mi piacerebbe aiutare le aziende che già operano tutelando l’ambiente che da loro lavoro, con una o più coltivazioni mirate alla nutrizione salutare dell’essere umano, aziende consorziate tra di loro che, in alcuni casi, fanno anche attività sociale con inserimenti di lavoratori disagiati e esclusi per vari motivi dal mondo del lavoro.

Esempio di grani antichi italiani: Grano monococcum, Farro monococcum, Senatore Cappelli, Grano Russello, Grano Timillia, Grano Maiorca…….. Più cerco e più ne trovo.

Ricercatori dell’Isa-Cnr e Ibp-Cnr hanno dimostrato che il piccolo farro contiene un glutine più digeribile rispetto al grano tenero e potrebbe essere adatto per soggetti sensibili a questa sostanza. Lo studio è pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research e apre nuove prospettive di prevenzione della celiachia. Il grano monococco, ossia il Triticum monocccum, anche noto come piccolo farro, pur essendo un cereale che contiene glutine, cioè la sostanza proteica che in soggetti geneticamente predisposti scatena allergie e intolleranze, potrebbe essere un alimento adatto a prevenire la celiachia. Sembra una contraddizione, si tratta invece della conclusione a cui è giunto un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche coordinati da Gianfranco Mamone dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) di Avellino e da Carmen Gianfrani dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr) di Napoli con un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition and Food Research. (leggi tutto l’articolo del CNR)

Carissimi lettori del blog mi aiutate? Sono in contatto con un gruppo di ricercatori che sta creando una mappatura dei grani antichi e a loro invierei ogni segnalazione. Loro stanno costruendo una banca dati partendo dai produttori o dai trasformatori. (vedi Link alla pagina Facebook)

Oppure potete approfondire tramite il sito della Rete dei Semi Rurali

Il passa parola tra i consumatori rafforzerebbe questo impegno, sostenendo anche tutti quegli agricoltori che faticano a far conoscere la loro produzione o quei mulini che utilizzano solo le macine a pietra per non rovinare i chicchi trasformandoli in farina.

E poi che dire di tutte le persone che hanno creato ricette ad hoc?

Tra i consumatori ce ne sono molti e anche loro possono contribuire alla diffusione dell’utilizzo dei cereali buoni per noi.

Parlare di naturopatia, includendo anche un po’ di nutrizione ha creato interesse e io vorrei seguire un po’ anche ciò che vi sta più a cuore.

Carissimi lettori del blog mi aiutate?

E QUI VIENE IL BELLO! 

Scrivete indicando la/le aziende che coltivano o trasformano grani antichi utilizzando esclusivamente il modulo sottostante. Le segnalazioni verranno inviate immediatamente a chi sta creando la mappatura dei cereali antichi in Italia. Da qualche tempo sto indagando in varie direzioni e ne ho trovati alcuni, ma ognuno di voi, leggendo queste righe di appello, conosce il proprio territorio e può far conoscere le eccellenti peculiarità del grano coltivato vicino a voi. Mi raccomando le coltivazioni devono essere:

  • agricoltura biodinamica,
  • agricoltura integrata,
  • agricoltura biologica
  • agricoltura quantistica.

 

I campi con l’indicazione “necessario” sono da compilare obbligatoriamente, altrimenti verranno trattati come spam. La sola indicazione del n di telefono è uno SPAM!

Il Grano Antico è alto! e non nanizzato
Il Grano Antico è alto! e non nanizzato

 

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