L’amuleto solstiziale dell’inverno: Agrifoglio


Ilex aquifolium bacche
Ilex aquifolium L.

Etimologia

Il nome del genere ripete la denominazione di specie del leccio Quercus ilex L., a indicare una somiglianza della forma delle foglie in entrambe le piante; dal latino il nome specifico aquifolium = acus-acutus = ago acuto + folia = foglia a indicare le foglie appuntite e spinescenti.

Anche il nome dialettale bergamasco della pianta si riferisce alla spinosità, “spinaràc” e accomuna l’agrifoglio al pungitopo Ruscus aculeatus L.; denominazione dialettale che deriva dall’uso contadino di appendere i rametti spinosi di entrambe le specie alla base delle topino di campagnaspalére”, pali su cui erano esposte ad essiccare le pannocchie di granoturco e nelle cantine sui “baldüc“, baldacchini dove venivano appesi salumi, questo al fine di impedire l’accesso ai topi, in bergamasco: “rat o sorèch“.

Chissà se i coltivatori moderni utilizzano ancora questa pratica?

Mitologia

Le Filatrici del Destino
Le Filatrici del Destino                              Le Parche di Bernardo Strozzi

L’agrifoglio risulta essere vicino alle sacre Filatrici del Destino, nonché loro stesso strumento per determinare la sorte degli uomini posti sotto la loro protezione. Il fuso, simbolo dell’eterno divenire, è infatti collegato alla Natura ed a ciò che nasce, cresce ed infine si sgretola morendo. Esso incarna anche la natura lunare.
L’attività del filare, a cui erano principalmente le donne a dedicarsi, potrebbe essere stata, in passato, un tramite verso l’iniziazione della donna ai misteri della Dea. Nell’Europa Medievale il fuso era simbolo primario della vita contemplativa ed in tal senso i misteri ad esso legati potrebbero avere quindi attinenza con la meditazione.
Non solo nella mitologia, ma anche nelle fiabe il fuso è correlato ai misteri della morte ed al destino.
La vita ed il tempo hanno origine e sono governati da un principio femminile. Hanno una durata stabilita rappresentata dal filo, la trama è il destino che ogni singolo individuo è tenuto a portare a compimento ed infine giunge la morte che conclude un ciclo per iniziarne un altro in un infinito e continuo divenire.
La donna assume un ruolo di determinante importanza nella tela tessuta dal fato. Tutte femminili sono le figure ad esso preposte.
Esse vengono chiamate con innumerevoli nomi, descritte in numero variabile, ma i loro attributi e la loro funzione sono pressoché identici nella maggior parte della mitologia che di esse canta.

Nelle tradizioni celtiche l’Agrifoglio è il migliore nella lotta. Con le sue spine combatte e difende se stesso, sconfiggendo i nemici che vorrebbero distruggerlo. Le foglie sono morbide in estate, ma in inverno, quando l’erba è scarsa e il sempreverde Agrifoglio è soggetto agli attacchi di animali da pascolo, le foglie si induriscono, compaiono le spine, ed in tal modo si preserva. Quando è giovane questa pianta ha foglie munite di grossi aculei. Con il passare degli anni le foglie si ovalizzano, perdono le spine e diventano meno coriacee.

L’Agrifoglio celato nei versi del Canto di Amergin, recitato da un capo Bardo quando approdò sulle coste d’Irlanda, si trova il rigo che recita “Sono una lancia suscitatrice di battaglie”; il legno dell’Agrifoglio era usato per foggiare aste di lancia, apprezzate anche per la capacità di bilanciatura durante l’azione di guerra.

Gli antichi romani portavano dei ramoscelli di agrifoglio, Ilex aquifolium, durante i Saturnali, nei giorni che precedevano il solstizio invernale, perché li consideravano talismani. Sostenevano che piantando l’albero nelle vicinanze della casa si tenevano lontani i malefici.  I suoi frutti, velenosi per l’uomo, sono invece ricercati dagli uccelli come cibo invernale.

BotanicaIlex aquifolium

L’Ilex aquifolium è pianta tipica del Natale, può arrivare fino ad
un’altezza di 12 metri, è ampiamente coltivata come ornamentale; il suo splendido fogliame verde intenso, crea un piacevole contrasto con i frutti rossi.  Per la sua tolleranza nei confronti dell’atmosfera inquinata delle città è indicata per formare siepi.

Scheda botanica Ilex aquifolium

Spagyria e Fitoterapia

La Spagyria considera l’Agrifoglio governato da Saturno e Giove (Geni Planetari). Le parti utilizzate per le preparazioni spagyriche sono le gemme con le quali si produce il Macerato glicerico spagyrico che ha le sue potenzialità nei Meridiani di Fegato e Milza/Pancreas.

Agrifoglio stimola , prima di tutto, l’Ipotalamo, l’Epifisi e il Pancreas. E’ utilizzato come febbrifugo, per le forme reumatiche, contro il catarro cronico dei bronchi, utile nei dolori alla milza, nelle gastralgie, nell’itterizia e per tutte le patologie venose. Nella formulazione gemmoterapica migliora il rendimendo surrenalico e la funzionalità renale, aumentando la portata filtrante della stessa.  Bisogna ricordare che per curare bene l’orecchio, bisogna drenare il rene, così come per curare l’occhio è necessario curare il fegato.

In formulazione spagyrica ne bastano 7 gocce da utilizzare 2-3 volte al giorno. Nella fitoterapia, invece, se ne utilizzano 25-30 gocce.

Floriterapia di Bach

Agrifoglio è Holly nei fiori di Bach e io lo chiamo da sempre Grisù,
fiori di Ilex aquifoliumricordando il draghetto dei cartoni animati. Infatti, la persona che può giovarsene è capace di incendiare tutto ciò che ha intorno in un nano secondo. E’ capace di una rabbia che lo rende anche rosso in viso e non sente ragione. Dopo l’assunzione si ritrova la capacità di abbandonare la furia, si utilizza l’assertività nel rispetto di se stessi e della situazione che potrebbe scatenare la rabbia, ma che non coinvolge più in modo così sconvolgente. Le ragioni che avevano fatto perdere il senno ora divengono un problema degli altri e si ritrova la propria centratura e la calma utile a non distruggersi o a distruggere. Ci permettiamo, finalmente, di affrontare una situazione alla volta senza attendere che la pressione emotiva non sia più gestibile.

La miscela da 30 cc. si può unire anche Pine che può rinforzare il raggiungimento della calma. Se ne assumono 4 gocce almeno 4 volte al giorno. Non hanno effetti collaterali e sono indicate anche per i bambini, senza brandy come conservante.

Bibliografia

  • Compendio di Gemmoterapia Clinica – Fernando Piterà – ed. De Ferrari
  • Il Serto di Iside – Quaderni di Erboristeria alchemica – Angelo Angelini – Editrice Kemi
  • Dizionario di Mitologia edito da Zanichelli