Urtica ahi ahi che punger che fai


 

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Urtica dioica – tratta da Acta plantarum

La  primavera è il periodo riconosciuto come il migliore per la depurazione degli organi e il rinnovo energetico del corpo umano: l’Ortica dioica è la pianta che ho scelto per questo equinozio.

Di lei si racconta che protegge  dai fulmini se buttata sul fuoco durante un temporale; oppure si usa dire che una persona punge come l’Ortica. Esiste anche l’ortica di mare che sono le meduse degli Scifozoi.

L’Ortica deve il suo nome a seguito dell’etimologia latina urtica che richiama la pruriginosità in analogia con l’affezione cutanea orticaria che è simile ai ponfi che si manifestano quando il nostro corpo entra in contatto con questa erba potente.

Quante volte cadendo durante una corsa da bimbi abbiamo sentito bruciore e prurito proprio lì dove l’Ortica ha toccato il nostro corpo?

Ma l’Ortica è una erba spontanea e perenne che ci fa molto bene, le sue foglie sono ricche di calcio, ferro, zolfo, acido formico, silicio, potassio, sodio, beta-carotene, vitamine A, B2, C e K.

E’ in relazione con il sangue, in quanto, oltre ad essere un ottimo depuratore è un vasocostrittore ed un emostatico.

Viene chiamata la pianta degli equinozi. Anche Dante Alighieri nel Purgatorio cita l’ortica (XXXI, 85-87) come l’aculeo del pentimento.

E’ indicata per espellere le scorie residue dei reni, come urati, ossalati, colesterina, sostanze che possono dar luogo a gotta, reumatismi e artriti.

E’ un alimento utilizzato nella cucina povera per insaporire frittate e minestroni, oppure per condire uno squisito risotto. La si può mangiare anche da sola, lessata e condita con olio, sale e limone.

La primavera è la stagione dove è possibile utilizzare i giovani getti per purificare i reni e rimineralizzare il nostro corpo, ma bisogna sempre farla lessare per neutralizzare l’acido urticante presente in ogni parte della pianta dell’Urtica dioica.

E allora andiam per prati incolti a cercare i nuovi getti da utilizzare in cucina o aggiungere qualche foglia nelle tisane.

Per la tisana contro i reumatismi unire foglie di ortica e di betulla con fiori di tiglio e sambuco. Unire 3 cucchiaini da caffè in una tazza capiente e assumere 3 volte al giorno.

Le giovani foglie di ortica, ancora non pungenti, si usano cotte a vapore, in modo analogo agli spinaci. Con il tarassaco, il crescione e altre erbe primaverili l’ortica ci aiuta a riattivare il metabolismo, anche grazie al grande contenuto di clorofilla.

Un trattamento poco conosciuto e usato nei reumatismi sono le toccature con ortica fresca. A prima vista sembra un metodo eroico, invece è ben tollerato e apprezzato per i suoi effetti benefici. Il veleno urticante contenuto nei peli pungenti entra nella pelle e produce una sensazione di calore gradevole che dura per ore. Questo metodo è validissimo per la lombaggine e la sciatalgia. Le toccature di ortica fresca si devono effettuare una volta al giorno per due o tre giorni di seguito. Poi si deve fare una pausa di due o tre giorni, perché l’organismo è leggermente sensibilizzato. Dal momento della fioritura in poi, più o meno dalla metà di maggio, l’ortica diviene molto pungente. Dopo l’applicazione non si può mettere acqua fredda sulla pelle per tutto il resto della giornata, la sensazione di calore permanente altrimenti si trasformerebbe in bruciore. Si tratta, dunque, di un particolare metodo di terapia stimolante.

Nella moderna fitoterapia viene utilizzato un preparato di ortica estratto dalle radici per la cura dei capelli.

Le controindicazioni: per il potenziale effetto che richiama il sangue nell’area pelvica e uterina non va utilizzata in gravidanza. L’ingestione di forti dosi può provocare irritazione gastrica, una sensazione di bruciore generalizzato sulla pelle e dermatite.

Botanica Urtica dioica Link

Editoriale a cura di Ivana Baffi per Giornalino degli Spiazzi di Gromo (bg)

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