Enula montana, espettorante e depurativa


Gli incontri non sono mai casuali e quello con l’appassionato Nello Olivari è stato illuminante per la scrittura di questo nuovo articolo per il Giornalino degli Spiazzi di Gromo (bg).

Enula, la pianta stretta nelle mani della regina greca Elena

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Enula – Inula montana L. – il nome del suo genere deriva dal greco “inèo” o “inào”, purgo, purifico, per le proprietà depurative comuni a molte specie del genere. Il nome specifico ne precisa l’habitat.

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Busto Regina Elena Antonio Canova

Secondo la mitologia greca, infatti, questa pianta germogliò dalle lacrime di Elena, moglie del re Menelao, a causa della quale scoppiò la guerra di Troia. Una volta si impiegava sia per tingere di blu gli abiti di cotone o di lino sia come mordente nelle tinture con l’aggiunta di more di rovo.

Enula cresce fino ad un’altitudine di 2.000 mt. e Spiazzi di Gromo, con i suoi ghiaioni, è il luogo ideale. Nel caso si decida di raccogliere le radici, con molta parsimonia e rispetto per la Natura, bisogna preferire piante di 2-3 anni e l’epoca di raccolta migliore è l’autunno, la stagione nella quale tutto torna alla terra. Il genere Inula comprende circa 90 specie native dell’Europa, Asia e inulamontana6Africa. In Italia è presente con 11 specie. Inula montana L. può essere facilmente riconosciuta da specie consimili; si distingue, in particolare, da Inula hirta L. per l’aspetto bianco-lanoso, le foglie cauline (disposte lungo il fusto) non abbraccianti il fusto, il ricettacolo emisferico formato da squame lesiniformi (a punta), anziché triangolari, per i fusti legnosi alla base.

Fitoterapia

La varietà campana (Inula helenium L.) era già nota a Ippocrate e a Dioscoride, dai quali era impiegata per la sua capacità espettorante, antitussigeno. Deleni (1836) l’ha utilizzata per provocare, facilitare o aumentare il flusso mestruale e per curare la leucorrea. Valnet l’ha segnalata come uno dei fitocomplessi più preziosi.

L’Enula riscalda il catarro freddo e umido. Non sopprime la tosse, ma migliora la fluidità dei catarri. E’ indicata sopratutto nelle forme polmonari catarrali ostinate (catarri bronchiali cronici, bronchite enfisematosa, nelle tossi catarrali degli anziani…) che si associano a compromissione dello stato generale e dell’appetito. E’ anche indicata nell’asma bronchiale, ma non ha un’azione immediata. In questo caso si consigliano cure prolungate.

Enula, grazie ad alcuni principi attivi, espelle i parassiti intestinali; per questo scopo la pianta è più efficace e meno tossica della santolina. L’azione a livello intestinale è rafforzata dalle proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche (batteri e miceti).

Rudolf Weiss (medico tedesco) descrive l’Enula in particolare per l’inulina, un polisaccaride presente nella pianta: è insapore o persino leggermente dolce e nell’organismo umano non viene utilizzata; ha una funzione esclusivamente saziante, ma non ha valore nutritivo e non alza la glicemia. L’inulina è presente in molte piante, oltre che nell’enula, nel carciofo, nel topinambur, nella scorzonera, nella bardana e nel girasole. Alcune di queste piante si usano pertanto come verdura nel trattamento dietetico del diabete.

farmacia del signoreDecotto – polvere – uso esterno e tintura madre

Decotto: utilizzare 1 o 2 cucchiaini di radice sminuzzata ogni 100 cc.; portare ad ebollizione, spegnere il fuoco e lasciare infondere per 20 minuti. Filtrare e berne 3 tazze al giorno. In caso di pertosse bere a cucchiai il decotto più volte al giorno.

Polvere:

si consiglia l’uso da mezzo a 2 cucchiaini (2-8 gr.) al giorno come vermifugo per i bambini; la dose varia a seconda dell’età dei fanciulli.

Uso esterno:

ha anche azione anti-pruriginosa. Preparare il decotto con due pugni di radice sminuzzata in mezzo litro di acqua. Utilizzare per irrigazioni delle mucose interne, lozioni, impacchi, ulcerazioni, esantemi, eczema e scabbia.

Tintura madre:

la tintura madre può essere utilizzata per il trattamento topico in caso di Herpes labiale e in farmacia richiedere la diluizione 1 DH di Inula helenium T.M.

Bibliografia: 

  • Trattato di fitoterapia – Rudolf Weiss – 1996 – ed. Aporie
  • Le piante medicinali – dott. L. P. da Legnano – 1973 – ed. Mediterranee
  • Manuale di fitoterapia – Francesco Perugini Billi – 2004 – ed. Junior

 

Autrice: Ivana Baffi Naturopata per Giornalino degli Spiazzi

settembre 2016 #Gromo

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