Melissa, il profumo della dea delle Api


L’Epifania è una apertura a ciò che verrà, è la semina di ciò che avrà luce tra qualche tempo. Per meglio prepararsi al divenire ho scelto Melissa, come pianta che drena Reni e Fegato e permette ad entrambi i meridiani di riconnettersi con la possibilità di far defluire ciò che rende buio i nostri umori, intesi come caratteristiche dell’antica medicina greca.

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Mitologia & Etimologia

Melissa (Μέλισσα) è il generico termine greco designante l’ape appare più volte nella mitologia greca come nome proprio di numerose ninfe e figure femminili, e diviene inoltre appellativo stabile delle sacerdotesse in diversi culti (sacerdotesse di Rhea, Demetra, Persefone, Artemide, Apollo Delfico). Ma la ragione d’essere di tali nomi va ricercata sempre, in ogni singolo caso, in una originaria connessione della figura con l’ape (animale ricco in ogni tempo di attribuzioni simboliche), connessione che può essere di varia natura, semplicemente di ordine mitologico, o più stretta, legata a concezioni religiose assai antiche, spesso notevolmente complesse e delle quali non sempre si può dire di essere riusciti a comprendere l’intimo valore primitivo e a ricostruire con sicurezza lo svolgimento nel tempo e nello spazio.

Ad Efeso, negli ex voto arcaici dei primi Artemisia sono state rinvenute delle singole api d’oro, usate come pendaglio, con le ali stampate in lamine riportate e il corpo ravvivato da fine granulazione; le api compaiono frequentemente in gioielli in forma di stella o in capocchie di spilloni, della medesima provenienza, usate in disegni decorativi.

melissa-officinalisBotanica

Melissa officinalis – Scheda botanica Link

Melissa nella storia Erboristica

La Melissa è coltivata da oltre 2000 anni come pianta mellifera, infatti il nome del genere deriva dal termine greco che designa l’ape.
Il medico dell’antica Grecia Dioscoride applicava le foglie di Melissa sulle ferite cutanee. Il naturalista romano Plinio il Vecchio, la raccomandava per arrestare le emorragie. Nel X secolo i medici arabi raccomandavano la Melissa per le sindromi nervose ed ansiose.
Il medico arabo Avicenna, nell’XI secolo scriveva: “ la melissa dispone la mente e il cuore all’allegria”. Paracelso chiamava la Melissa “elisir di lunga vita”. L’Europa medioevale adottò l’impiego arabo della Melissa come rimedio contro l’ansia; “l’Eau de Melisse” divenne così popolare come tranquillante e sedativo, da indurre Carlo Magno a ordinare che la pianta fosse coltivata in tutti gli orti officinali del suo regno, per assicurarsene una produzione adeguata.
Nei monasteri benedettini si dedicava particolare attenzione alla coltivazione di erbe e piante medicinali; un’area all’interno delle mura del monastero, era sempre riservata “orto dei semplici”. Le erbe coltivate erano utilizzate per preparare tinture, unguenti, tisane, ma anche per la preparazione di bevande, liquori, molti dei quali ancor oggi conosciuti. La Melissa entra nella composizione di più d’uno di questi famosi liquori, lo “Chartreuse” o “Elixir di lunga vita ” prodotto dal monaco benedettino Dom Bernardino Vincelli nel 1510 e il “Cusenier” dell’Abate di Montbenoit risalente al 1637. Ogni bottiglia di Bénédictine, prodotto ancor oggi, ha la si la sigla DOM sull’etichetta : Deo Optimo Maximo.

Spagyria

In Spagyria vengono preparati, con le foglie apicali e i fiori, la Quintessenza Spagyrica e l’Elixir Spagyrico di Santoreggia montana  e, secondo la letteratura di questa scienza antica, la sua azione è rappresentata da Venere e Giove (vedi specifica Geni Planetari) le cui ghiandole endocrine sono Surrenali e Ipofisi. Ricordo che in ogni pianta ci sono sempre tutti i 7 geni planetari, quelli che vengono indicati sono ciò che caratterizzano l’azione della pianta specifica.

Le sue indicazioni sono: cardiotonica, antispasmodica, antistaminica, antidepressiva, tonica del sistema nervoso centrale, digestiva, cefalea con distonia neurovegetativa, extrasistolia, ipertensione da stress, irregolarità mestruale nervosa, ansia alternata a depressione.

Se unita a Basilico è ottima per le coliche intestinali con distonia neurovegetativa.

La posologia va sempre valutata da un terapeuta; generalmente, se ne usano da 3 a 7 gocce, da 1 a 3 volte al giorno, su miele o zucchero o su un pezzetto di pane per la quintessenza e in acqua per l’elixir.

Non va mai utilizzata in caso di presenza di Glaucoma.

Fitoterapia

Rudolf Weiss riporta che ricerche elettrofisiologiche sul cervello del gatto hanno fornito la dimostrazione che gli olii essenziali contenuti nello spirito di melissa hanno il loro bersaglio nel cervello e in particolare nel sistema limbico, cui competono il governo delle funzioni vegetative e la protezione del cervello dagli stimoli troppo violenti che provengono dalla periferia. Così ora è confermata e chiarita, con metodo sperimentale, la favorevole azione della melissa nei molteplici disturbi funzionali nel quadro che definiamo distonia vegetativa. Questo modo di azione della melissa corrisponde, pressapoco, a quello che noi conosciamo dei moderni tranquillanti. Se ne può concludere che la melissa è, per così dire, un blando tranquillante vegetale.

olio-essenziale-melissaOlio essenziale

Melissa officinalis è una Labiata originaria dell’area mediterranea, oggi diffisa in tutta l’Europa e in quasi tutti i continenti.  L’olio essenziale è atossico, ma è sempre bene, in caso di utilizzo sulla pelle, veicolarla con un oleolito vegetale, per esempio quello di Achillea. Fare un pediluvio di 15 minuti prima di andare a  dormire permette a tutto il nostro sistema neurovegetativo un rilassamento profondo e a tutto l’apparato delle viscere un funzionamento rallentato ma molto efficace. Basta aggiungere qualche goccia di olio essenziale in acqua tiepida. Il primo effetto è quello olfattivo che agisce immediatamente e raggiunge l’Ipotalamo e tutti gli annessi.

tisana-alla-melissaOttima anche la tisana di Melissa officinalis da miscelare a Menta piperita, poche foglie di ognuna, perché sono molto ricche di olio essenziale e insieme hanno un gusto buonissimo.

E quindi relax e Buona Epifania a tutti!!

Bibliografia

  • Trattato di fitoterapia – Rudolf Weiss – 1996 – ed. Aporie
  • Il Serto di Iside – Quaderni di Erboristeria alchemica – Angelo Angelini – Editrice Kemi
  • Enciclopedia degli oli essenziali – Julia Lawless – 1992 – ed. Tecniche Nuove

Vedi anche 

Ginepro, Pino e Melissa: il coraggio del Leone per il Meridiano del Rene

Lavanda, Salvia e Melissa – le tre Grazie per il meridiano del Triplice Riscaldatore