La maschera e la Floriterapia: che Carnevale sia!


Nell’imminente arrivo del Carnevale, propongo una lettura della possibilità di mettere o togliere la Maschera nella vita quotidiana, e il Carnevale c’entra solo come riferimento per l’utilizzo di un orpello provvisorio.

Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. 

Luigi Pirandello. Uno, Nessuno, Centomila.

Iniziamo a chiarire che la maschera è l’identificazione in ciò che è esterno a noi, comportamento molto diffuso nel periodo dell’adolescenza. La ricerca del riconoscimento di sé è alla base di tale pratica, ma nell’età “adulta” possiamo seguire il “nostro percorso” e affermare la meravigliosa unicità di noi stessi, nella sua totalità, come visione olistica di noi.

Un primo passo è il coraggio di affermare le proprie opinioni con un SI o con un NO, le vie di mezzo ci aiutano solo a restare dietro la maschera. L’assertività viene sempre in aiuto per questo passaggio. Senza entrare troppo nel merito dell’assertività, per la quale lascio un link in fondo a questo articolo, un esercizio semplice da attuare nella relazione con l’altro o con gli altri è chiedersi se ciò che ci viene chiesto o imposto va bene per noi. Le prime volte bisogna contare mentalmente almeno fino al 20, fare un profondo sospiro e poi con pacatezza e senza aggressività alcuna rispondere in base a quello che è buono e giusto per noi. Se non agiremo in questo modo saremo sempre ricattabili affettivamente e nelle varie situazioni quotidiane, anche lavorative.

Etimologia

Così come le origini del carnevale, anche la derivazione etimologica di questo termine è oggetto di discussioni. Per alcuni il vocabolo deriva dall’espressione latina carrum novalis (carro navale), una sorta di carro allegorico a forma di barca mediante il quale i romani inauguravano i festeggiamenti. Nonostante tale espressione sia accettabile, è invece rifiutata da alcuni ricercatori poiché non avrebbe fondamento storico. Per altri, la parola deriverebbe dall’espressione latina carnem levare, poi modificata in carne, vale! (addio, carne!), espressione che avrebbe origine tra i secoli XI e XII con la quale si definiva il mercoledì delle ceneri e annunciava la soppressione dell’uso alimentare della carne in vista della Quaresima. Per antitesi viene probabilmente da lì l’espressione giorni grassi (cioè quelli del carnevale), durante i quali l’ordine è trasgredito e gli abusi tollerati, in contrapposizione all’astensione totale dei giorni magri, tipici  della Quaresima. Già nella tradizione romana potevano vedersi corse di cavalli, sfilate di carri allegorici, lanci di uova e altri divertimenti. I balli in maschera, introdotti da papa Paolo II, presero piede nei secoli XV e XVI per influenza della Commedia dell’arte. In Francia il carnevale resistette fino alla Rivoluzione francese,  tornando a rinascere con vigore nell’epoca del Romanticismo, tra il 1830 e il 1850. Manifestazione artistica caratterizzata dall’ordinata eleganza dei suoi balli e delle sfilate allegoriche, il carnevale europeo con il passare degli anni andò progressivamente in disuso tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. La tradizione carnevalesca sopravvive ancora in alcune città europee tra cui Nizza, Monaco e Venezia.

Come togliere la “maschera” con la Floriterapia

La Floriterapia di Bach può venirci in aiuto con alcuni rimedi che, oltre ad aiutarci a togliere la maschera, ci permettono l’affermazione di noi stessi, senza acuti e striduli inutili e controproducenti.

Heater - Calluna vulgaris
Heater – Calluna vulgaris

Heater: questo è il rimedio più presente nell’età adolescenziale. E’ l’ovvia conseguenza del bisogno di superare la paura del vuoto, intorno e dentro di noi. Sono soggetti tendenzialmente molto introversi e quando la pressione delle paure è troppo forte si trasforma nel suo esatto contrario: ne consegue, estremamente estroversa e manifesta con la ricerca di sostegno. E qui con atteggiamenti e parole cariche di lamento circa le proprie sofferenze investono gli altri con parole, parole, parole e l’altro non si vede più, serve solo un uditore, non importa chi esso sia, ma deve stare ad ascoltarti e ascoltarti e ascoltarti. Senza proferire parola! Risultato: sono ancora più soli e schivati di prima, tanto che se intravedi un “Heater” cambi strada. E loro diventano terribilmente tristi. Assumendo Heater nella miscela di Fiori di Bach si attivano le qualità armoniose:

  • saper ascoltare, immedesimarsi negli altri;
  • saper attendere tranquillamente, osservare il flusso degli avvenimenti;
  • saper cogliere le situazioni quando si presentano, senza forzarle;
  • fondale la propria forza in se stessi;
  • pace e serenità interiori.
populus_tremula_ip0605001
Aspen – Populus tremula

Aspen è il secondo Fiore di Bach che vorrei proporvi. Metaforicamente è la persona che non osa andare oltre ciò che vede.  Anche in questo caso le paure vaghe e indefinibili, le cattive premonizioni, l’immotivata paura del futuro, delle catastrofi imminenti, del buio, degli spiriti, dei fantasmi, delle forze oscure o dell’uomo nero la fanno da padrone. In particolare sono tipiche dello stato Aspen le paure inerenti a tematiche come la religione o la morte. Non derivano da fantasia esagerata, ma da una forma di sensitività che le amplifica e che la mente razionale non sa spiegare. E’ una proiezione di una distorta elaborazione della paura.  Assumendo Aspen nella miscela di Fiori di Bach si attivano le qualità armoniose:

  • coraggio per affrontare l’ignoto e disvelarlo;
  • saper accettare realtà molto diverse da quella a cui siamo abituati;
  • saper gestire con equilibrio una forte sensibilità;
  • saper porre dei limiti, uscire da un piano di percezione ed entrare in un altro;
  • cogliere il significato dei miti e applicarlo alla propria vita;
  • “incontrare” un archetipo o una forza della natura, sentirne il potere “numinoso”.
walnut
Walnut – Juglans regia

Walnut è l’ultimo Fiore di Bach che vi presento per questo argomento. Il comportamento insicuro di un qualsiasi cambiamento di vita trova un valido alleato in questo rimedio. In particolare protegge dagli influssi provenienti dall’esterno, conferendo stabilità interiore e dando la forza di mettere in pratica quello che ci si è prefissi, affrontando anche eventuali pressioni contrarie. Noi tutti siamo costantemente sollecitati da “cambi” ed il bello sta nel poterli affrontare giorno per giorno con serenità, senza stravolgere noi stessi, ma attivando quella flessibilità necessaria ad evitare rigidità e sofferenze conseguenti. Assumendo Walnut nella miscela di Fiori di Bach si attivano le qualità armoniose:

  • forti e fondati in sé stessi;
  • saper andare controcorrente, aprire nuove strade;
  • si è aperti alle nuove concezioni senza tradire sé stessi;
  • si sa porre il giusto filtro tra sé e il mondo.

Ed ora indossiamo con gioia e divertimento tutte le maschere che vogliamo per Carnevale, potremo scoprire anche l’ilarità che ci neghiamo dando spazio alla “serietà” che deriva dalla fatica della vita quotidiana. Tanto poi la Quaresima arriva sempre!!

Assertività, approfondimento

Vedi anche:

Calluna vulgaris

Juglans regia

Empatia e solitudine